Dopo mesi di riserbo, la premier italiana prende posizione sul conflitto israelo-palestinese, ma esclude il richiamo dell’ambasciatore
Dopo un lungo silenzio istituzionale, Giorgia Meloni ha finalmente espresso una posizione sul conflitto in corso tra Israele e Hamas, sollecitando il rispetto del diritto internazionale da parte del premier israeliano Benjamin Netanyahu. Tuttavia, l’Italia non richiamerà il proprio ambasciatore da Tel Aviv, mantenendo una linea diplomatica prudente.
Una dichiarazione attesa da mesi
Fino ad oggi, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva evitato dichiarazioni ufficiali sul conflitto in Medio Oriente, nonostante le crescenti pressioni internazionali e interne. Durante il “premier time” alla Camera dei Deputati, Meloni ha affermato: “L’Italia non ha condiviso le ultime scelte di Israele“, sottolineando la necessità che Netanyahu rispetti il diritto internazionale. Questa presa di posizione arriva dopo mesi di silenzio, durante i quali il governo italiano aveva mantenuto una posizione ambigua, evitando critiche esplicite alle azioni israeliane.
Un bilancio umano devastante
Il conflitto ha causato una catastrofe umanitaria senza precedenti nella Striscia di Gaza. Secondo il Ministero della Salute di Gaza, dal 7 ottobre 2023, oltre 52.000 palestinesi sono stati uccisi, con un numero significativo di donne e bambini tra le vittime. Solo il 14 maggio 2025, almeno 80 persone sono morte a causa dei raid israeliani su Jabalia, inclusi 22 bambini. Le infrastrutture civili sono state gravemente danneggiate, con il 90% delle impianti di desalinizzazione e l’80% delle depuratrici fuori servizio. La mancanza di acqua potabile e cibo ha portato alla morte per malnutrizione di almeno 57 bambini.
Una risposta diplomatica controversa
Nonostante l’appello al rispetto del diritto internazionale, Meloni ha escluso il richiamo dell’ambasciatore italiano da Israele. Questa decisione ha suscitato critiche da parte di alcune forze politiche e organizzazioni umanitarie, che ritengono insufficiente la risposta del governo italiano di fronte alla gravità della situazione. In passato, Meloni aveva espresso un forte sostegno a Israele, definendo il paese un alleato nella lotta contro il terrorismo. Tuttavia, l’escalation del conflitto e l’alto numero di vittime civili hanno reso insostenibile il silenzio del governo italiano.
Conclusione
La dichiarazione di Giorgia Meloni rappresenta un primo passo verso una maggiore assunzione di responsabilità da parte dell’Italia nel contesto del conflitto israelo-palestinese. Tuttavia, la decisione di non richiamare l’ambasciatore e la mancanza di azioni concrete sollevano interrogativi sulla reale volontà del governo italiano di influenzare positivamente la situazione e di promuovere una soluzione pacifica e rispettosa dei diritti umani.
