Meloni accoglie con favore l’intesa su dazi Ue‑Usa, ma sottolinea cautela sui dettagli

La premier italiana valuta positivamente l’accordo commerciale sul dazio al 15 %, pur richiedendo chiarimenti su esenzioni, settori strategici e misure di tutela per l’Italia

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito “positiva” l’intesa raggiunta tra Unione Europea e Stati Uniti, ritenuta preferibile rispetto all’ipotesi di dazi del 30 %. Pur apprezzando il compromesso tariffario, ha precisato che è necessario esaminare nel dettaglio le clausole legali, le esenzioni per settori sensibili e predisporre strumenti a tutela dell’export italiano.


Un accordo definito ma non definitivo

Meloni, in visita ad Addis Abeba, ha chiarito che l’accordo non è ancora vincolante legalmente, esortando a verificare ogni clausola e dettaglio tecnico e politico a livello europeo e nazionale. Ha precisato che il dazio del 15 % è una base “sostenibile” solo se comprende i dazi precedenti (in media 4,8–5 %), evitando l’accumulo che avrebbe reso l’impatto insostenibile.


Settori chiave a rischio

Vanno chiariti in particolare i piani per esenzioni su prodotti agricoli e farmaceutici, nonché sull’acquisto di gas, finora poco definiti. L’Italia ha chiesto l’impegno per misure di supporto economico, sia a livello nazionale che europeo, a beneficio delle imprese esportatrici più esposte agli effetti del dazio.


Reazioni istituzionali e mercato

La Commissione Europea ha accolto il compromesso come strumento di stabilità e chiarezza per imprese e cittadini. Anche il cancelliere tedesco Merz ha parlato di un “esito positivo” che evita una guerra commerciale. Il vicepremier Antonio Tajani ha evidenziato che l’accordo “scongiura una guerra commerciale”, ma ha ribadito l’esigenza di valutare i dettagli con attenzione.


Impatto sui mercati finanziari ed economia

I mercati europei hanno reagito positivamente all’intesa:

  • Il Ftse Mib di Milano ha registrato un rialzo di circa +0,8 %, con performance significative per Stellantis (+2,4%) e titoli del settore semiconduttori (+2,7%).

  • Anche gli altri principali indici europei, tra cui quelli di Parigi, Francoforte e Madrid, hanno segnato aumenti compresi tra lo 0,7% e l’1%.

  • Le borse asiatiche hanno mostrato una leggera ripresa, segnale di un clima più disteso sul fronte delle relazioni commerciali globali.


Punti salienti dell’accordo Ue‑Usa

L’intesa prevede:

  • Una tariffa unica al 15% per la maggior parte delle esportazioni europee verso gli Stati Uniti, comprese automobili, farmaci generici e semiconduttori.

  • Esenzioni reciproche su aeromobili, componenti, prodotti chimici selezionati, farmaci generici, semiconduttori e alcune materie prime agricole.

  • Per acciaio e alluminio, i dazi restano al 50%, ma si discute l’introduzione futura di un sistema a quote.

  • In cambio, l’Unione Europea si impegna ad aumentare gli acquisti energetici dagli USA per 750 miliardi di dollari nei prossimi tre anni, con investimenti europei aggiuntivi per 600 miliardi di dollari negli Stati Uniti.


Prossimi passi e scenari

  1. Analisi tecnica dell’intesa: definizione chiara delle esenzioni, dei settori esclusi e degli effetti specifici per l’Italia.

  2. Proposte europee e nazionali: implementazione di misure per mitigare gli effetti negativi sull’export italiano, soprattutto per le PMI.

  3. Ratifica e monitoraggio: l’accordo dovrà essere formalmente approvato e monitorato in fase di applicazione.

  4. Strategia di diversificazione: sviluppo di nuovi partenariati commerciali con aree come Mercosur, India e altri mercati extra-Ue.


Sintesi valutativa

Punti di forza Criticità
Evitata escalation commerciale con dazi al 30% Settori vulnerabili ancora esposti
Tariffa unica prevedibile e più contenuta Mancanza di trasparenza su dettagli tecnici
Reazione positiva dei mercati Impatto potenziale sull’export italiano

Meloni interpreta l’intesa come un passo pragmatico, che consente all’Europa di evitare scenari peggiori e mantenere aperti i canali commerciali con gli Stati Uniti. Ma l’accordo, ancora da formalizzare, richiede una fase di raffinamento tecnico e politico, in cui Roma dovrà giocare un ruolo attivo per difendere gli interessi nazionali e ottenere adeguate misure compensative.