Primo giorno di esami il 18 giugno con la prima prova di italiano: sette tracce tra letteratura, frontiere e memoria. La riforma Valditara cambia le regole del gioco — più rigore, condotta determinante, orale obbligatorio.
È scattata alle 8:30 del 18 giugno 2026 la prima prova scritta della Maturità per 527.747 studenti italiani. Sette tracce ministeriali, comuni a tutti gli indirizzi di studio, distribuite tra analisi del testo, testi argomentativi e temi di attualità. Tra gli autori scelti dal Ministero dell’Istruzione e del Merito: Cesare Pavese, Vitaliano Brancati, Mario Calabresi, il sociologo Frank Furedi e un tuffo nella storia con il discorso di insediamento di Giuseppe Saragat all’Assemblea Costituente. Sui social è esplosa quasi immediatamente la polemica, soprattutto sulla scelta di Pavese, ritenuta da molti inaccessibile per chi non ha concluso il programma scolastico. Nel frattempo, la riforma voluta dal ministro Giuseppe Valditara ridisegna profondamente l’intero esame: commissioni miste, voto di condotta determinante, orale obbligatorio e niente più scena muta.
Il rituale dell’apertura del plico e il debutto della nuova Maturità
Come da tradizione, alle 8:30 del mattino il ministro Giuseppe Valditara ha comunicato in diretta sul TG1 la chiave alfanumerica necessaria per sbloccare il plico telematico con le tracce ministeriali. Da quel momento, nelle aule di tutta Italia si è accesa la macchina dell’esame più atteso dell’anno. I candidati hanno a disposizione sei ore per completare l’elaborato, potendo uscire non prima di tre ore dall’inizio della prova. È obbligatorio presentarsi con un documento d’identità, penne e dizionario di lingua italiana. I fogli protocollo vengono forniti dalla scuola. Smartphone, smartwatch, tablet e auricolari sono categoricamente vietati: chi viene sorpreso con dispositivi elettronici rischia l’esclusione immediata dall’esame.
Il 2026 segna un anno di discontinuità rispetto al passato. Non solo per le tracce: questa è la prima Maturità che si svolge secondo le nuove regole introdotte dalla riforma Valditara, che ha ridisegnato struttura, valutazione e spirito dell’esame di fine ciclo. Anche il nome ha cambiato veste: non più “Esame di Stato” ma semplicemente “Maturità”, con un giorno di slittamento rispetto alla tradizione (dal 17 al 18 giugno). Piccoli segnali che anticipano cambiamenti molto più profondi.
Le sette tracce: dal Novecento letterario alle frontiere del mondo contemporaneo
Le sette proposte ministeriali coprono un ventaglio ampio di ambiti — letterario, storico-politico, scientifico, giornalistico — con l’intento dichiarato di intercettare attitudini e sensibilità diverse. Ecco il quadro completo:
Tipologia A — Analisi del testo:
- A1 — Cesare Pavese, “Passerò per Piazza di Spagna” (dalla raccolta Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, pubblicata postuma nel 1951). Una poesia d’amore — o meglio d’amore non corrisposto — scritta a Torino nel 1950 e dedicata all’attrice americana Constance Dowling, che aveva lasciato Pavese distrutto. La poesia, intrisa di futuro desiderante e immagini urbane sospese, richiede una lettura raffinata del lessico, dei tempi verbali e dell’atmosfera malinconica e luminosa al tempo stesso. La Piazza di Spagna non è solo luogo fisico di Roma, ma spazio mentale, proiezione di un cuore in tumulto.
- A2 — Vitaliano Brancati, “I piaceri” (Bompiani, 1964). Un brano tratto dal diario dello scrittore siciliano (1907-1954), nel quale si intrecciano meditazioni, fantasie, nostalgie e ricordi dolorosi. Il testo ruota attorno al tema della memoria come spessore del vivere: agli studenti viene chiesto di comprendere e analizzare il brano, riassumendone il contenuto e rispondendo a domande mirate.
Tipologia B — Testo argomentativo:
- B1 — Assemblea Costituente, discorso di insediamento del Presidente Giuseppe Saragat (26 giugno 1946). Una traccia storico-politica che porta i maturandi dentro la nascita della Repubblica italiana, con un testo di straordinaria densità istituzionale. La scelta dell’Assemblea Costituente è apparsa coerente con le ricorrenze dell’anno e con l’asse educativo che Valditara ha voluto dare alla scuola: cittadinanza, Costituzione, responsabilità.
- B2 — Piero Bianucci, “Te lo dico con parole tue. La scienza di scrivere per farsi capire” (Zanichelli, 2008). Un saggio che affronta il rapporto tra linguaggio e comunicazione scientifica, la scelta delle fonti, l’etica professionale del giornalismo. Una traccia calibrata su chi ha sviluppato interessi per la divulgazione o il giornalismo.
- B3 — Frank Furedi, “I confini contano. Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere” (Meltemi, Milano, 2021). Un estratto dal saggio del sociologo britannico che riflette sul significato e il valore di confini e frontiere nella società globalizzata — tema di bruciante attualità nel dibattito politico europeo e internazionale.
Tipologia C — Tema di attualità:
- C1 — Wenke Husmann, “Funziona a meraviglia” (da Internazionale, 23 gennaio 2026). Un articolo della giornalista tedesca che invita a riflettere sul concetto di “incanto” e sulla capacità umana di provare meraviglia di fronte ai fenomeni della natura. Una traccia intimista, aperta alla scrittura personale.
- C2 — Mario Calabresi, “Alzarsi all’alba” (Mondadori, Milano, 2025). Un brano del giornalista e scrittore italiano sul tema della fatica — fatica intesa come impegno, sacrificio, valore formativo. Calabresi ha rivelato che il libro è nato da un incontro con un gruppo di maturandi, rendendo la scelta quasi circolare: il testo torna all’esame che l’ha ispirato.
La polemica su Pavese: “Chi ci arriva a studiarlo?”
Non erano ancora trascorsi trenta minuti dall’apertura dei plichi quando sui social — in particolare su X — è esplosa la polemica. Il bersaglio principale è la scelta di Cesare Pavese come traccia di analisi del testo poetico. Il problema sollevato non riguarda il valore letterario dell’autore, che è indiscutibile, ma la sua collocazione nel programma scolastico: Pavese appartiene agli ultimi capitoli della letteratura del Novecento, quei capitoli che molti insegnanti, per mancanza di tempo, non riescono ad affrontare prima della fine dell’anno.
Le reazioni hanno spaziato dalla frustrazione alla rabbia. Una utente ha scritto che “a Pavese non ci arrivi manco per scherzo con il programma”. Una madre ha commentato con durezza rivolgendosi direttamente al Ministero: “Dovete scegliere dai programmi scolastici, chi è arrivato a Pavese?”. Non è mancata la solidarietà generazionale inversa, con ex maturandi che si sono dichiarati “fortunati” di aver sostenuto l’esame in anni precedenti.
Va detto, però, che il meccanismo della Tipologia A prevede che il testo venga fornito integralmente ai candidati, insieme a tutte le indicazioni per l’analisi. Non si tratta quindi di un’interrogazione sulla vita e le opere di Pavese, ma di un esercizio di comprensione, interpretazione e analisi testuale. La conoscenza biografica e letteraria dell’autore arricchisce la prestazione, ma non è tecnicamente indispensabile per svolgere la traccia. È un cavillo che però non ha placato gli animi sui social.
Più in generale, le reazioni negative hanno colpito l’intero ventaglio delle tracce, giudicate da alcune voci troppo “accademiche” o distanti dalla sensibilità degli studenti di oggi. C’è chi avrebbe preferito temi legati all’intelligenza artificiale, all’ambiente o all’innovazione tecnologica — ambiti che i maturandi del 2026 conoscono e frequentano quotidianamente. La “custode dei temi”, Flaminia Giorda, coordinatrice nazionale del Servizio ispettivo del MIM, ha ricordato che la varietà delle sette tracce è costruita proprio per consentire a ciascun candidato di orientarsi verso la proposta più vicina alle proprie conoscenze e sensibilità.
La riforma Valditara: una maturità più severa, più “vera”
La prima prova si inserisce in un quadro radicalmente rinnovato. La riforma Valditara ha cambiato non solo le regole tecniche, ma la filosofia stessa dell’esame. L’obiettivo dichiarato è restituire all’esame di fine ciclo il suo peso reale, contrastando anni di progressiva devalutazione e promozioni quasi automatiche.
Le principali novità della Maturità 2026:
- Commissioni miste e più snelle. Ogni commissione passa da sette a cinque componenti (più il presidente): due commissari interni, due esterni e un presidente esterno. La composizione mista, abbandonata durante gli anni del Covid, garantisce un equilibrio tra la conoscenza diretta dello studente e una valutazione più obiettiva.
- L’orale diventa il cuore dell’esame. Il colloquio, della durata di 40-60 minuti, si concentra su quattro materie specifiche stabilite dal decreto ministeriale. Non più collegamenti interdisciplinari “a catena” a partire da uno spunto a sorpresa — quella formula che aveva trasformato l’orale in un esercizio di improvvisazione spesso avulso dai reali percorsi di studio. Al suo posto: autopresentazione, discussione delle materie scelte, presentazione del cosiddetto “Capolavoro” (un approfondimento personale che può includere esperienze extrascolastiche).
- Scena muta vietata. Chi si rifiuta di rispondere durante l’orale — come avvenuto l’anno scorso in alcuni casi clamorosi — viene bocciato. L’orale è parte integrante e obbligatoria dell’esame.
- Il voto di condotta fa la differenza. Per ottenere il massimo dei crediti scolastici (40 punti), è necessario avere almeno 9 in condotta. Chi arriva all’esame con 6 in comportamento deve preparare e discutere un elaborato critico sulla cittadinanza attiva e solidale.
- Criteri più rigidi per il 100 e lode. Per raggiungere il massimo con lode occorre: 40 punti di credito, 60 punti nelle prove, nessun ricorso al bonus integrativo e il parere unanime della commissione.
- Bonus ridotti. I punti aggiuntivi attribuibili dalla commissione scendono da 5 a 3 e possono essere assegnati solo a chi raggiunge almeno 90 punti tra crediti e prove.
- Bocciature più rigide in entrata. Una sola insufficienza allo scrutinio finale mette a rischio l’ammissione; due insufficienze la rendono automatica. Il filtro pre-esame si irrigidisce.
La struttura del punteggio finale rimane ancorata ai centesimi: fino a 40 punti dai crediti del triennio, 20 dalla prima prova, 20 dalla seconda, 20 dall’orale. La sufficienza è fissata a 60.
Chi sono i 527.747 studenti della Maturità 2026
Il numero dei candidati è in leggero aumento rispetto ai 524.415 del 2025 (+0,6%). Le 13.996 commissioni d’esame si sono insediate il 16 giugno. La ripartizione per tipo di percorso racconta la struttura del sistema scolastico italiano: licei con 273.959 candidati (il gruppo più numeroso), istituti tecnici con 167.104 e istituti professionali con 86.684. I candidati interni sono 513.738, mentre gli esterni salgono a 14.009, con un aumento del 7,2% rispetto all’anno precedente.
Quest’anno fa notizia anche la presenza all’esame di Pupo, il cantante toscano convocato dalla commissione alle 7:45 del mattino, che si è così trovato a condividere l’esperienza con mezzo milione di coetanei d’anima.
Il calendario dell’esame: dalla prima prova all’orale
Dopo la prima prova di italiano del 18 giugno, la macchina degli esami prosegue il giorno successivo:
- 19 giugno: seconda prova scritta, sulle materie caratterizzanti ciascun indirizzo di studio. Al liceo classico è il Latino, al liceo scientifico la Matematica, al liceo delle scienze umane le Scienze umane, agli istituti tecnici del settore economico l’Economia aziendale. A differenza della prima prova, identica per tutti, le tracce della seconda variano per indirizzo.
- Da lunedì 22 giugno: inizio dei colloqui orali nei primi istituti. Le date sono comunicate agli studenti interni tramite registro elettronico, agli esterni via e-mail.
Il messaggio del ministro e la protesta degli studenti
Nei giorni precedenti l’esame, il ministro Valditara aveva lanciato messaggi di incoraggiamento agli studenti attraverso video e interventi sui media. Il tono era quello della motivazione: “Tirate fuori i vostri talenti. Non abbiamo bisogno di persone perfette, ma di chi sa ragionare su ciò che ha appreso e sui propri errori”. Una retorica della valorizzazione individuale che accompagna la filosofia della riforma: la Maturità non come test nozionistico, ma come specchio di una crescita personale complessiva.
Sul fronte opposto, davanti al liceo Plinio Seniore di Roma, la Rete degli studenti medi del Lazio ha organizzato una manifestazione contro l’esame di Stato. “Aboliamo la maturità. Valditara bocciato”, recitava il cartello principale. La coordinatrice regionale Bianca Piergentili ha spiegato la posizione del sindacato studentesco: “L’attuale maturità non risponde alle reali esigenze della comunità studentesca”. Una critica che punta al cuore del sistema: un esame che, a giudizio degli studenti, misura ancora un modello di scuola “ferma a cent’anni fa”, incapace di riconoscere il percorso reale dei ragazzi.
La tensione tra le due visioni — la riforma che punta su rigore, condotta e responsabilità da un lato, la critica strutturale all’utilità stessa dell’esame dall’altro — attraversa questa Maturità 2026 come una frattura generazionale e culturale che non si chiuderà con la campanella finale.
Pavese, i confini e la memoria: cosa dicono le tracce di noi
Al di là delle polemiche, vale la pena fermarsi su quello che le tracce scelgono di dire a una generazione di ventenni nel 2026. Il filo rosso non è difficile da individuare: memoria, confini, meraviglia, fatica. Pavese scrive di un amore non ricambiato attraverso le strade di Roma in un futuro immaginato. Brancati racconta che “se noi non ricordassimo, il mondo sarebbe sottilissimo, una lastra priva di spessore”. Furedi chiede all’umanità di riscoprire l’arte di tracciare frontiere. Husmann invita a stupirsi della natura. Calabresi celebra chi si alza all’alba.
C’è qualcosa di deliberato in questa selezione, che evita programmaticamente l’intelligenza artificiale, la crisi climatica, i social network — i temi più “attesi” e più frequentemente rimandati nelle simulazioni pre-esame. Il Ministero ha scelto invece di portare i maturandi davanti a domande più antiche: cosa ricordi? Dove finisci tu e dove comincia l’altro? Sei capace di meravigliarti ancora?
Che sia la risposta giusta alla domanda su come si forma un cittadino nel 2026 è una questione aperta. Ma è, almeno, una domanda interessante.
| Tipologia | Proposta | Autore / Fonte | Opera / Tema |
|---|---|---|---|
| A – Analisi del testo | A1 | Cesare Pavese | “Passerò per Piazza di Spagna” (poesia) |
| A – Analisi del testo | A2 | Vitaliano Brancati | “I piaceri” (prosa) |
| B – Testo argomentativo | B1 | Giuseppe Saragat | Discorso di insediamento, Assemblea Costituente 1946 |
| B – Testo argomentativo | B2 | Piero Bianucci | “Te lo dico con parole tue” (comunicazione scientifica) |
| B – Testo argomentativo | B3 | Frank Furedi | “I confini contano” (saggio sociologico) |
| C – Tema di attualità | C1 | Wenke Husmann | “Funziona a meraviglia” – il concetto di incanto |
| C – Tema di attualità | C2 | Mario Calabresi | “Alzarsi all’alba” – la fatica come valore |


