In Commissione Bilancio del Senato il pacchetto di misure che rivede incentivi fiscali, previdenza complementare e grandi opere, con il ministro dell’Economia presente ai lavori
Il governo deposita un nuovo emendamento alla manovra di bilancio che riordina una serie di interventi chiave: dagli incentivi per le imprese alla disciplina del Tfr, fino alle risorse per il Piano Casa e al rifinanziamento del Ponte sullo Stretto di Messina. La Commissione Bilancio del Senato è entrata nel vivo dell’esame, alla presenza del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, mentre i gruppi parlamentari discutono le modifiche e preparano i subemendamenti.
La Commissione Bilancio e il nuovo testo del governo
La seduta della Commissione Bilancio del Senato si è aperta con l’arrivo del nuovo emendamento governativo, destinato a inglobare misure che inizialmente avrebbero dovuto confluire in un decreto separato. Ai lavori partecipa il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, chiamato a seguire direttamente il confronto politico e tecnico su un testo che incide su imprese, previdenza e finanza pubblica.
È stato fissato un termine ravvicinato per la presentazione dei subemendamenti, segnale di una fase intensa e delicata del confronto parlamentare. Il provvedimento concentra risorse e correttivi che puntano a sostenere il sistema produttivo, ma anche a rivedere scelte compiute nella precedente legge di bilancio.
Crediti d’imposta: Transizione 4.0, 5.0 e Zes unica
Uno dei capitoli centrali riguarda gli incentivi fiscali alle imprese. L’emendamento conferma lo stanziamento di 1,3 miliardi di euro per rifinanziare il credito d’imposta Transizione 4.0, i cui fondi risultavano esauriti, e mantiene le risorse destinate a Transizione 5.0.
Per la Zes unica, il testo prevede risorse aggiuntive fino a 532,64 milioni di euro per le aziende che hanno già presentato domanda. Vengono inoltre incrementate le aliquote per alcuni comparti strategici:
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Agricoltura
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Pesca
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Acquacoltura
Un intervento che mira a rafforzare la competitività di settori particolarmente esposti alle oscillazioni dei mercati e ai costi di produzione.
Il contributo delle assicurazioni e la spesa farmaceutica
Tra le novità più rilevanti figura il contributo a carico delle compagnie assicurative, pari a 1,3 miliardi di euro. La norma stabilisce che, a partire dal 16 novembre di ogni anno, le assicurazioni versino un acconto pari all’85% del contributo dovuto per l’anno precedente.
L’emendamento interviene anche sulla spesa farmaceutica per acquisti diretti, incrementando dal 2026 il tetto di spesa di un ulteriore 0,1% annuo. La copertura, pari a 140 milioni di euro l’anno, viene garantita attraverso una riduzione del Fondo per i farmaci innovativi, che dal 2026 passa da 1,3 miliardi a 1,16 miliardi di euro annui.
Tfr e Fondo Inps: ampliata la platea dei datori di lavoro
Torna in primo piano il tema del Tfr e del suo conferimento al INPS. Dal 1° gennaio 2026 l’obbligo di versamento al Fondo Inps viene esteso anche ai datori di lavoro che raggiungono la soglia dei 50 dipendenti negli anni successivi all’avvio dell’attività.
È però prevista una fase transitoria:
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2026-2027: obbligo limitato alle aziende con almeno 60 dipendenti
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Dal 2032: estensione alle imprese con 40 dipendenti
Secondo la relazione tecnica, la platea potenziale è di circa 2,5 milioni di lavoratori, con un monte retributivo di 64 miliardi di euro, destinato a crescere ulteriormente negli anni successivi.
Adesione automatica alla previdenza complementare
Un altro punto qualificante riguarda la previdenza complementare. A partire da luglio è previsto un meccanismo di adesione automatica per tutti i neoassunti, che potranno comunque:
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Rinunciare entro 60 giorni
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Scegliere un fondo diverso nello stesso termine
La stima contenuta nella relazione tecnica parla di circa 100 mila nuovi lavoratori l’anno, con un incremento progressivo di circa 25 mila unità annue. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la previdenza integrativa, in un contesto di progressivo invecchiamento della popolazione e di pressione sul sistema pensionistico pubblico.
Stop alla pensione anticipata con cumulo della previdenza complementare
Il nuovo emendamento cancella una misura introdotta nella legge di bilancio precedente: la possibilità di accedere anticipatamente alla pensione di vecchiaia cumulando le rendite della previdenza complementare. La soppressione consente, secondo le stime, risparmi fino a 130,8 milioni di euro nel 2035.
La norma eliminata avrebbe consentito, dal 2025, di computare le rendite complementari ai fini del raggiungimento dell’importo minimo mensile necessario per la pensione di vecchiaia con almeno 20 anni di contributi, nel regime contributivo puro.
Sul punto, Giancarlo Giorgetti ha osservato che si trattava di una misura che “pare non interessasse a nessuno”, motivando così la scelta di stralciarla dal testo.
Piano Casa: risorse ridotte e riallocate
Sul fronte abitativo, il nuovo emendamento ridimensiona le risorse per il Piano Casa. Gli stanziamenti scendono a:
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100 milioni di euro per il 2026
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100 milioni di euro per il 2027
A questi si aggiungono 10 milioni per il 2026 da riformulazioni parlamentari e 100 milioni per il disagio abitativo nel biennio 2027-2028. Nel complesso, le risorse risultano inferiori rispetto alle previsioni iniziali, segnando una scelta di maggiore prudenza finanziaria.
Opere pubbliche e Fondo Occupazione
Il governo conferma 300 milioni nel biennio per il rifinanziamento del Fondo Occupazione, mentre interviene sul Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche, che viene ridotto a 1,1 miliardi di euro complessivi nel 2026-2027.
La rimodulazione prevede:
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600 milioni nel 2026 (in calo rispetto agli 800 iniziali)
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500 milioni nel 2027 (in aumento rispetto ai 400 previsti)
Ponte sullo Stretto: rifinanziamento spostato al 2032-2033
Tra i dossier più rilevanti figura il rifinanziamento del Ponte sullo Stretto di Messina. L’emendamento prevede 780 milioni di euro complessivi, distribuiti tra:
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320 milioni nel 2032
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460 milioni nel 2033
La rimodulazione tiene conto delle osservazioni della Corte dei Conti e dell’aggiornamento dell’iter amministrativo. Il governo sottolinea che lo spostamento temporale non altera l’ammontare complessivo delle risorse autorizzate, ma ne adegua la collocazione ai tempi effettivi del progetto.
Un emendamento che ridisegna le priorità della manovra
Nel complesso, il nuovo emendamento del governo rappresenta un riassetto significativo della manovra, concentrando risorse su imprese, incentivi fiscali e grandi opere, ma introducendo anche tagli selettivi e revisioni su pensioni e politiche abitative. Il confronto in Commissione Bilancio del Senato della Repubblica resta aperto, con la presentazione dei subemendamenti destinata a definire l’equilibrio finale del provvedimento.

