Invalsi 2025, allarme competenze: meno della metà degli studenti del Centro-Sud comprende i testi scritti

Gravi i divari territoriali: nel Mezzogiorno la maggior parte degli studenti non raggiunge i livelli minimi in Italiano e Matematica

I risultati delle Prove Invalsi 2025 confermano un quadro preoccupante per il sistema scolastico italiano: le competenze di base in Italiano e Matematica restano critiche, soprattutto nel Mezzogiorno, dove meno della metà degli studenti dell’ultimo anno delle superiori comprende adeguatamente un testo scritto.

I dati, presentati alla Camera dei Deputati il 9 luglio, mostrano un’Italia scolastica ancora profondamente divisa tra Nord e Sud. Nel Centro-Sud, meno del 50% degli studenti raggiunge i livelli minimi attesi in comprensione del testo. Le regioni del Nord, invece, mantengono risultati complessivamente migliori, sia nella comprensione dell’Italiano sia nelle competenze matematiche. Queste disuguaglianze, già presenti sin dalla scuola primaria, si amplificano con l’avanzare del percorso scolastico.

Il quadro nazionale: migliorano la frequenza e la permanenza, ma calano le competenze

L’indagine ha coinvolto circa 2,5 milioni di studenti distribuiti in oltre 11.000 istituti scolastici, dalle elementari fino all’ultimo anno delle superiori. I risultati evidenziano una forte riduzione della dispersione scolastica esplicita, con il tasso di abbandono precoce sceso all’8,3%, già sotto l’obiettivo europeo del 9% fissato per il 2030. Tuttavia, questa evoluzione demografica ha portato nelle scuole una popolazione più ampia ma anche più fragile, con ricadute significative sugli esiti medi delle prove.

Grado 13: all’ultimo anno delle superiori meno del 50% degli studenti del Centro-Sud comprende un testo scritto

Nell’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado (grado 13), solo il 60-61% degli studenti delle regioni settentrionali raggiunge livelli almeno adeguati nella comprensione del testo. Una percentuale che crolla al di sotto del 50% nel Centro e nel Sud, fino a toccare punte drammaticamente basse in Calabria, Sicilia, Campania e Sardegna. In queste regioni, anche il 60-70% degli studenti non supera la soglia minima in Matematica.

Gli esiti in Italiano: stabili ma bassi

A livello nazionale, i punteggi medi in Italiano si mantengono stabili rispetto al triennio 2021-2023, ma risultano inferiori del 7,5% rispetto al 2019. Il calo delle competenze linguistiche è attribuito all’aumento della complessità della popolazione studentesca, all’effetto della pandemia e a un cambiamento nella composizione interna delle classi, con un numero maggiore di studenti che un tempo sarebbero usciti anzitempo dal sistema scolastico.

Matematica: divari territoriali ancora più marcati

I risultati in Matematica sono ancora più critici. Solo il 54% degli studenti a livello nazionale raggiunge risultati almeno accettabili. Nel Nord Ovest si tocca il 61%, mentre nel Sud e Isole si scende anche sotto il 40%, con picchi negativi in Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna, dove oltre il 60% degli studenti non supera i livelli minimi.

Le prove intermedie: criticità già dalla primaria

Le difficoltà emergono sin dai primi anni di scuola. Già in seconda elementare (grado 2), le differenze territoriali sono evidenti. In Italiano, il background sociale e migratorio incide pesantemente sui risultati, ma anche tenendo conto di questi fattori, i divari tra Nord e Sud permangono.

In quinta primaria (grado 5), le bambine continuano a ottenere risultati inferiori in Matematica, mentre i bambini mostrano un leggero svantaggio nella comprensione del testo scritto. Le criticità aumentano nella scuola secondaria di primo grado, con un 40-50% degli studenti del Mezzogiorno che non raggiunge le competenze attese in Italiano e Matematica.

Inglese: l’unica nota positiva

Le prove di Inglese (reading e listening) registrano invece un miglioramento continuo, con oltre la metà degli studenti che raggiunge il livello A2 richiesto alla fine del primo ciclo di istruzione. Risultati positivi si osservano anche nel grado 13, sebbene con una battuta d’arresto nella prova di lettura rispetto al 2024.

Curiosamente, gli studenti di origine immigrata ottengono in media risultati migliori degli autoctoni nelle prove di ascolto, segnalando un potenziale da valorizzare attraverso approcci didattici mirati.

Competenze digitali: buoni risultati al primo test nazionale

Il 2025 ha visto la prima rilevazione nazionale sulle competenze digitali, condotta secondo il modello europeo DigComp 2.2. I risultati, raccolti nel grado 10 (seconda superiore), indicano che la maggior parte degli studenti raggiunge un livello intermedio o avanzato, con minore polarizzazione geografica rispetto alle altre discipline. Tuttavia, anche qui il contesto socio-economico incide sugli esiti.

Un sistema più inclusivo, ma meno performante

L’allargamento della base scolastica, con l’ingresso di fasce più fragili della popolazione, rappresenta un importante passo avanti in termini di equità e diritto allo studio, ma pone nuove sfide per la qualità degli apprendimenti. I dati Invalsi mettono in guardia contro il rischio di confondere inclusione con abbassamento degli standard, e sottolineano la necessità di interventi strutturati, differenziati e mirati.

Le azioni di contrasto: i primi risultati

I programmi di sostegno, come Agenda Sud e le azioni previste dal PNRR, hanno iniziato a produrre effetti visibili. Campania e Puglia, in particolare, mostrano miglioramenti dove sono stati attivati interventi personalizzati. Tuttavia, emerge ora la necessità di non solo ridurre la fragilità, ma anche di coltivare l’eccellenza, soprattutto nelle aree dove gli studenti ad alto potenziale sono pochi.