L’Istat certifica un’accelerazione dell’inflazione: +0,2% su maggio e +1,7% su base annua
A giugno l’inflazione in Italia mostra un’accelerazione moderata, ma significativa: l’indice dei prezzi al consumo (NIC), al lordo dei tabacchi, cresce dello 0,2% rispetto al mese precedente e dell’1,7% rispetto a giugno 2024. Il balzo annuo, dallo 1,6% di maggio all’1,7%, è alimentato soprattutto dai rincari record dei beni alimentari non lavorati e dai servizi legati ai trasporti.
📈 Andamento generale
L’Istat, nei dati preliminari di giugno, rileva:
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+0,2% su base mensile, coerente con la stima iniziale
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+1,7% tendenziale, in aumento dall’1,6% di maggio
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Inflazione acquisita media per il 2025: +1,4% indice generale; +1,8% inflazione sottostante
L’indice armonizzato IPCA, utilizzato per i confronti internazionali, conferma il +1,7% su base annua e +0,2% mensile.
Settori sotto la lente
🔹 Beni alimentari
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Non lavorati: +4,2% annuo (da +3,5%)
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Lavorati: si avvicinano al +3,1% (da +2,7%)
Nel paniere “carrello della spesa” (alimenti + cura personale/casa) si registra un +2,8% annuo (da +2,7%). Le variazioni mensili vedono i prezzi alimentari lavorati in aumento (+0,6%) e quelli non lavorati in calo (-0,4%) rispetto a maggio.
🔹 Energetici
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Regolamentati: rallentamento da +29,3% a +22,6%
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Non regolamentati: continua la flessione, da –4,3% a –4,6%
🔹 Servizi e beni
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Servizi trasporti: +2,9% annuo (da +2,6%)
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Servizi ricreativi, culturali, cura persona: +0,8% mensile
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Beni durevoli: decelerazione della flessione, da –1,1% a –0,8%
Inflazione “di fondo” sempre più alta
L’inflazione al netto di energetici e alimentari freschi sale al +2,1% (da +1,9% di maggio). Mentre quella al netto dei soli energetici rimane stabile a +2,1%.
Elementi chiave riassunti
| Componente | Variazione annua | Variazione mensile |
|---|---|---|
| Totale NIC | +1,7% (da +1,6%) | +0,2% |
| Alimentari non lavorati | +4,2% (da +3,5%) | -0,4% |
| Alimentari lavorati | ~+3,1% | +0,6% |
| Energetici regolamentati | +22,6% | -2,9% |
| Servizi trasporti | +2,9% | +1,1% |
| Inflazione di fondo | +2,1% (da +1,9%) | stabilità |
Contesto e implicazioni
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Accelerazione moderata: la crescita dell’inflazione, forzata soprattutto dal caro-alimentari, resta lontana dai picchi inflazionistici del 2022, ma il rialzo dell’inflazione di fondo desta attenzione.
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Rispetto all’UE: l’aumento tendenziale dell’1,7% è due decimi al di sotto della media euro, il che segnala una pressione inflazionistica meno intensa rispetto ad altri Paesi.
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Politiche di bilancio e Bce: la Banca centrale europea richiama l’attenzione sui rischi inflazionistici, soprattutto alimentari, nel definire i tassi; scelte politiche e misure a sostegno del potere d’acquisto potrebbero ricevere nuovo slancio.
Prospettive per i mesi successivi
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Beni alimentari: elementi stagionali (es. frutta, verdura) potrebbero continuare a far salire i prezzi; attenzione anche alla produzione agricola e a eventuali eventi climatici negativi.
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Energetici: la risalita dei costi regolamentati è rallentata, ma restano soggetti a volatilità internazionale.
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Inflazione core: l’accelerazione dell’indice sottostante (+2,1%) resta un campanello d’allarme per le autorità monetarie.
Conclusione
A giugno 2025, l’inflazione in Italia si attesta all’1,7% su base annua (+0,2% rispetto a maggio). A spingere il dato sono alimentari non lavorati (+4,2%) e servizi trasporti (+2,9%), mentre la flessione dei prezzi energetici attutisce la crescita. L’inflazione di fondo, sopra il 2%, richiede attenzione: un segnale che persiste una pressione sui prezzi “core”, e le prossime letture saranno decisive per l’approccio della Bce e il potere d’acquisto delle famiglie.

