Gaza, escalation senza tregua: bombardata una scuola, uccisi operatori della Croce Rossa e bambini

Israele controlla il 77% della Striscia. Pioggia di bombe su rifugi e abitazioni. La Croce Rossa chiede un cessate il fuoco immediato

 

Nelle ultime 24 ore, la Striscia di Gaza è stata teatro di un’escalation di violenze senza precedenti: almeno 52 morti, tra cui bambini, operatori umanitari e civili. Israele ha intensificato le operazioni militari, portando il controllo del territorio al 77%, mentre la comunità internazionale assiste impotente a una crisi umanitaria sempre più profonda.


Bombardamenti su rifugi e abitazioni: decine di vittime civili

Il 26 maggio, un attacco aereo israeliano ha colpito la scuola Fahmi al-Jarjawi a Gaza City, utilizzata come rifugio per sfollati, causando la morte di almeno 33 persone, tra cui diversi bambini. Secondo le autorità locali, l’attacco ha provocato anche decine di feriti. Le forze israeliane hanno dichiarato che la scuola era utilizzata da miliziani per pianificare attacchi, ma le Nazioni Unite hanno sottolineato che i rifugi a Gaza sono sovraffollati e nessun luogo è sicuro.

In un altro episodio, due operatori della Croce Rossa sono stati uccisi da un raid aereo che ha colpito la loro abitazione a Khan Younis. Le vittime sono Ibrahim Eid, esperto in contaminazione da armi, e Ahmad Abu Hilal, guardia di sicurezza dell’ospedale da campo della Croce Rossa a Rafah. L’organizzazione ha definito l’evento “intollerabile” e ha rinnovato l’appello per un cessate il fuoco immediato.

Sempre a Khan Younis, un medico palestinese ha perso nove dei suoi dieci figli in un attacco aereo che ha distrutto la sua abitazione. Lui stesso è stato ricoverato in terapia intensiva. Secondo fonti locali, l’attacco non era preceduto da alcun avvertimento.


Israele controlla il 77% della Striscia di Gaza

Secondo il governo locale di Gaza, le forze israeliane controllano ora il 77% del territorio, attraverso offensive terrestri e l’istituzione di corridoi di sicurezza che dividono la Striscia in sezioni isolate. Il “Corridoio Morag”, annunciato il 2 aprile, separa Khan Younis da Rafah, mentre il “Corridoio Netzarim” isola Gaza City dal resto del territorio. Queste misure hanno portato a massicci sfollamenti e alla frammentazione del tessuto urbano.

L’operazione militare in corso, denominata “Carri di Gedeone”, è stata lanciata il 16 maggio con l’obiettivo dichiarato di smantellare le capacità militari e governative di Hamas. Secondo le Nazioni Unite, l’offensiva ha causato oltre 400 morti e più di 1.000 feriti in pochi giorni.


Crisi umanitaria e reazioni internazionali

La situazione umanitaria è drammatica: ospedali sovraffollati, carenza di medicinali e cibo, e un numero crescente di sfollati. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, diversi ospedali sono stati colpiti o costretti a chiudere, aggravando ulteriormente la crisi sanitaria.

La comunità internazionale esprime crescente preoccupazione. La Spagna ha convocato una riunione con 20 ministri degli Esteri europei e arabi a Madrid, proponendo sanzioni contro Israele e la sospensione dell’accordo di associazione UE-Israele, nel tentativo di fermare le ostilità e promuovere una soluzione a due Stati.


Conclusione

La situazione nella Striscia di Gaza continua a deteriorarsi, con un numero crescente di vittime civili e una crisi umanitaria senza precedenti. Le operazioni militari israeliane hanno portato al controllo di gran parte del territorio, mentre la comunità internazionale cerca soluzioni diplomatiche per fermare le ostilità. La necessità di un cessate il fuoco immediato e di un intervento umanitario urgente è più pressante che mai.