Flotilla colpita di nuovo, prosegue la sfida al blocco di Gaza

Una seconda imbarcazione attaccata mentre la missione umanitaria ribadisce la propria determinazione

La Global Sumud Flotilla, una spedizione civile in mare con centinaia di attivisti da oltre 40 Paesi, ha denunciato un secondo attacco con drone ai danni di una delle sue imbarcazioni, questa volta la britannica “Alma”, ormeggiata in acque tunisine. Nonostante il colpo abbia provocato un incendio sul ponte, non si registrano feriti e l’azione continua, nella speranza di rompere il blocco israeliano sulla Striscia di Gaza.


Una missione sotto attacco

La Global Sumud Flotilla è la più grande missione civile organizzata per portare aiuti a Gaza negli ultimi anni, con oltre cinquanta imbarcazioni e la partecipazione di attivisti, volontari e figure pubbliche di rilievo internazionale.

Il primo episodio si è verificato nella notte tra l’8 e il 9 settembre, quando la barca portoghese “Family Boat” è stata colpita da un oggetto incendiario che ha provocato un rogo a bordo. Gli attivisti hanno denunciato l’uso di droni, mentre le autorità tunisine hanno parlato di un incidente accidentale.

A distanza di poche ore, un secondo attacco ha interessato la “Alma”, battente bandiera britannica. Anche in questo caso è divampato un incendio sul ponte superiore, domato dall’equipaggio. Le autorità tunisine hanno escluso la presenza di velivoli senza pilota, ma i video diffusi dai convoglieri mostrerebbero il passaggio di un oggetto dal cielo.


La posizione delle autorità

Il governo tunisino ha cercato di minimizzare l’accaduto, sostenendo che i principi di incendio potrebbero essere stati causati da fonti interne, come sigarette o malfunzionamenti a bordo. Gli attivisti, al contrario, parlano di una chiara azione di sabotaggio volta a intimidire e a bloccare la partenza della missione.


Determinazione degli attivisti

Nonostante gli incidenti, i responsabili della Flotilla hanno ribadito che la missione non si fermerà.
«Non ci faremo intimidire, il nostro obiettivo è rompere il blocco e portare solidarietà a Gaza», hanno dichiarato i portavoce.

Gli organizzatori hanno inoltre sottolineato che il convoglio rappresenta un’iniziativa civile e pacifica, e che la sua forza risiede proprio nella presenza di attivisti internazionali e nella visibilità mediatica che riesce a generare.


Un contesto di alta tensione

Il caso non è isolato. Già a maggio 2025 una flottiglia diretta a Gaza era stata colpita da un drone al largo di Malta, episodio che aveva suscitato forte preoccupazione internazionale. L’attuale missione si colloca in un clima di crescente tensione, con la guerra in corso a Gaza e le ripercussioni diplomatiche che coinvolgono diversi Paesi mediterranei.

La Flotilla, simbolo della resistenza civile internazionale, continua quindi a essere al centro di controversie e scontri narrativi, tra chi la considera un legittimo strumento di solidarietà e chi invece la percepisce come un atto politico provocatorio.


Conclusione

Il secondo sospetto attacco con drone contro la Global Sumud Flotilla rappresenta un segnale di quanto la rotta verso Gaza resti un terreno altamente sensibile. Tra accuse incrociate e tentativi di minimizzazione, la missione ribadisce la propria determinazione a raggiungere l’obiettivo, portando avanti un messaggio politico e umanitario che continua a richiamare l’attenzione della comunità internazionale.