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Attualità

Etna, nuova bocca eruttiva in Valle del Bove: aeroporto di Catania ancora nel caos dopo quattro giorni di stop

Lo scalo Fontanarossa fa i conti con voli cancellati, dirottamenti su Palermo e Comiso e un livello di allerta aviazione che resta critico

L’Etna non concede tregua. Nella notte tra il 10 e l’11 agosto 2026 si è aperta una nuova bocca eruttiva in Valle del Bove, mentre prosegue senza sosta l’intensa attività esplosiva al cratere Voragine: da quattro giorni l’aeroporto internazionale “Vincenzo Bellini” di Catania convive con sospensioni, dirottamenti e centinaia di voli cancellati a causa della cenere vulcanica dispersa in atmosfera.

Una nuova bocca a quota 1.900 metri

Secondo quanto comunicato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Osservatorio Etneo di Catania, alle ore 21:30 UTC di lunedì 10 agosto (23:30 ora locale) si è registrata l’apertura di una nuova bocca eruttiva all’interno della Valle del Bove, in prossimità di Monte Simone, a una quota stimata di circa 1.900 metri sul livello del mare. La nuova frattura si aggiunge alle tre bocche già attive intorno a quota 2.750 metri, da cui continuano a fuoriuscire colate laviche che si riversano tanto nella Valle del Bove quanto nella Valle del Leone.

Parallelamente, al cratere Voragine prosegue una forte attività esplosiva, con continue esplosioni nella zona sommitale e ricadute di materiale piroclastico (“bombe”) nei pressi del cratere stesso. La nube di cenere prodotta si sta attualmente disperdendo in direzione Sud-Sudovest, la stessa traiettoria che da giorni condiziona pesantemente l’operatività dello scalo catanese. Gli esperti dell’Osservatorio Etneo hanno fatto sapere che il tremore vulcanico si mantiene su livelli elevati, segno che la fase eruttiva è tutt’altro che in esaurimento.

Quattro giorni di caos a Fontanarossa

La crisi aeroportuale è iniziata giovedì 6 agosto e si è progressivamente intensificata nei giorni successivi. Ecco la cronologia degli eventi principali:

  • Venerdì 7 agosto – Prime limitazioni temporanee alle operazioni di volo per l’attività vulcanica e le condizioni del vento. La SAC (Società Aeroporto Catania) dispone la chiusura del settore C1 dello spazio aereo e la sospensione degli arrivi fino alle 21, mentre le partenze restano regolari.
  • Sabato 8 agosto – Nuovi disagi, con gran parte dei voli cancellati, ritardati o dirottati. Solo in serata l’aeroporto segnala un miglioramento delle condizioni e l’avvio del graduale ripristino del traffico.
  • Domenica 9 agosto – Grazie a una diminuzione dell’emissione di cenere lavica, lo scalo riprende gli atterraggi e si avvia verso la normalità, pur restando attivo il livello di allerta arancione del VONA (Volcano Observatory Notice for Aviation) emesso dall’INGV.
  • Lunedì 10 agosto – La situazione precipita nuovamente: l’intensa attività esplosiva al Voragine porta il VONA al livello massimo, rosso. L’aeroporto resta di fatto paralizzato per l’intera giornata, senza arrivi né partenze, con decine di voli cancellati o dirottati. Migliaia di curiosi ed escursionisti, nel frattempo, prendono d’assalto le pendici del vulcano per assistere allo spettacolo delle colate laviche.
  • Martedì 11 agosto – Con l’apertura della nuova bocca in Valle del Bove, la SAC dispone la chiusura del settore C1 e la sospensione dei voli in arrivo fino alle 19:00 locali. Le partenze restano consentite, ma operano dalla sola pista 08.

In quattro giorni di blocco, centinaia di voli sono stati ritardati, cancellati o dirottati su altri scali, principalmente Palermo e Comiso.

Palermo sotto pressione, treni straordinari per i passeggeri

La gestione dell’emergenza ha inevitabilmente coinvolto anche l’aeroporto Falcone Borsellino di Palermo, chiamato ad assorbire buona parte del traffico dirottato da Catania. Il presidente della società di gestione GESAP ha sottolineato le difficoltà affrontate dal personale, dagli handler agli operatori di ENAC ed ENAV, nel garantire la migliore gestione possibile di una situazione emergenziale in un mese, agosto, già di per sé caratterizzato da un traffico aereo eccezionalmente intenso. Anche il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ha espresso apprezzamento per lo sforzo del personale aeroportuale nel limitare i disagi a migliaia di passeggeri rimasti bloccati.

Per fronteggiare l’emergenza, sono stati inoltre attivati treni straordinari diretti a Palermo, pensati per offrire un’alternativa ai passeggeri impossibilitati a raggiungere Catania in aereo.

Cosa dice l’INGV: tremore alto e scenari incerti

I parametri strumentali monitorati dall’Osservatorio Etneo confermano uno stato di marcata agitazione del vulcano attivo più alto d’Europa. Il tremore sismico, localizzato in corrispondenza del cratere Voragine a circa 3.000 metri sul livello del mare, resta stabile su valori elevati, mentre il campo lavico associato ha spinto il fronte più avanzato della colata fino a quota 2.100 metri.

Gli esperti sottolineano come non esista, al momento, una previsione deterministica sull’evoluzione della fase eruttiva: gli scenari possibili spaziano da un progressivo rallentamento delle colate laviche fino a un mantenimento, se non a un’intensificazione, dell’attività esplosiva con conseguente pioggia di cenere sui cieli catanesi nelle prossime settimane.

La tabella riassuntiva dei disagi

Data Stato aeroporto Livello VONA
7 agosto Arrivi sospesi fino alle 21, partenze regolari Arancione
8 agosto Voli cancellati/dirottati, ripristino serale Arancione
9 agosto Ripristino atterraggi, verso normalità Arancione
10 agosto Aeroporto paralizzato, nessun arrivo/partenza Rosso
11 agosto Arrivi sospesi fino alle 19, partenze da pista 08 Rosso

Cosa aspettarsi nei prossimi giorni

La SAC continua a invitare i passeggeri a verificare lo stato del proprio volo direttamente con la compagnia aerea prima di recarsi in aeroporto, vista la natura mutevole della situazione, che negli ultimi giorni è cambiata più volte anche nell’arco di poche ore. Con la nuova bocca eruttiva appena apertasi in Valle del Bove e il tremore vulcanico ancora su livelli elevati, gli aggiornamenti sull’operatività dello scalo restano attesi ora per ora, mentre l’INGV mantiene alta l’attenzione sull’evoluzione della colata e sulla possibile apertura di ulteriori bocche eruttive.