Droni su Danimarca e Norvegia, chiusi per ore gli scali di Copenaghen e Oslo

Caos nei cieli del Nord Europa: indagini in corso dopo la comparsa di droni nei pressi di due grandi hub aeroportuali

La comparsa di droni di grandi dimensioni nei cieli della Danimarca e della Norvegia ha portato, nella notte tra il 22 e il 23 settembre, alla chiusura temporanea degli aeroporti di Copenaghen e Oslo. Decine di voli cancellati o dirottati, migliaia di passeggeri coinvolti e molte domande ancora senza risposta: le autorità parlano di un’operazione condotta da un “operatore capace”, segno di un atto intenzionale e non di una semplice incursione accidentale.

L’incidente a Copenaghen

Lo scalo di Copenaghen-Kastrup, il più grande della Danimarca e uno dei principali hub del Nord Europa, è stato costretto a interrompere le attività intorno alle 20:30 di lunedì sera dopo l’avvistamento di tre o quattro droni di grandi dimensioni nelle vicinanze delle piste. La chiusura dello spazio aereo è durata fino alle 01:00 della notte, causando la cancellazione di circa 50 voli e la deviazione di un numero analogo verso altri aeroporti danesi e svedesi, come Malmö e Göteborg.

Secondo le prime analisi della polizia danese, i droni non sarebbero stati gestiti da dilettanti: le manovre e la durata della loro presenza nei cieli fanno pensare a un’azione deliberata, portata avanti da un “operatore capace”, con risorse e competenze significative.

La chiusura dello scalo di Oslo

Poche ore dopo, lo scenario si è ripetuto in Norvegia. L’aeroporto di Oslo-Gardermoen è stato chiuso verso le 00:30, in seguito all’avvistamento di almeno due droni nei pressi delle piste di atterraggio. La sospensione dei voli è durata circa tre ore, coinvolgendo 12 collegamenti aerei. Anche in questo caso le autorità norvegesi hanno parlato di una misura necessaria per la sicurezza dei passeggeri e del traffico aereo.

Indagini in corso e cooperazione internazionale

Gli episodi hanno spinto i governi di Danimarca e Norvegia ad aprire un’indagine congiunta. Sono coinvolti polizia, forze armate e servizi di intelligence, impegnati a capire la provenienza dei droni, la loro tipologia e le eventuali responsabilità dietro le incursioni.

Al momento, non ci sono conferme ufficiali sul coinvolgimento di stati o organizzazioni straniere. La polizia danese ha sottolineato che i droni hanno lasciato lo spazio aereo spontaneamente, senza che fossero abbattuti. Resta da chiarire se i due episodi siano coordinati o se si tratti di eventi distinti, avvenuti a poche ore di distanza.

L’ipotesi del contesto geopolitico

Le incursioni arrivano in un momento delicato per la sicurezza europea. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha fatto riferimento alle ripetute violazioni russe dello spazio aereo, sostenendo che senza una risposta ferma da parte della comunità internazionale, episodi simili continueranno ad aumentare. Tuttavia, al momento nessun collegamento diretto con la Russia è stato confermato dalle autorità danesi o norvegesi.

Impatti sui passeggeri e sulla sicurezza

Le chiusure hanno generato forti disagi per i viaggiatori. Molti passeggeri sono rimasti bloccati a terra o hanno subito lunghe deviazioni. L’episodio ha mostrato la vulnerabilità delle infrastrutture aeroportuali a tecnologie relativamente accessibili come i droni, capaci di bloccare per ore interi hub strategici.

Le autorità locali hanno annunciato che verranno adottate nuove misure di sicurezza, senza tuttavia fornire dettagli specifici. L’obiettivo sarà evitare che simili episodi possano ripetersi e compromettere la regolarità del traffico aereo europeo.

Conclusione

Le incursioni di droni su Copenaghen e Oslo rappresentano un campanello d’allarme per l’intera Europa. La vicenda dimostra come strumenti apparentemente semplici possano diventare un’arma di disturbo ad alto impatto, capace di mettere in crisi la mobilità internazionale. In attesa di chiarimenti su responsabili e finalità, resta aperta la sfida di come proteggere gli aeroporti da minacce aeree non convenzionali.