Atene introduce lo stop agli under 15 dal 2027, Roma divisa tra ddl fermo e nuove ipotesi del governo sulla verifica dell’età
Il divieto di accesso ai social network per i minori di 15 anni deciso dalla Grecia riapre il confronto in Europa sulla regolamentazione digitale. In Italia, intanto, il percorso normativo resta incerto tra un disegno di legge bloccato e nuove iniziative dell’esecutivo, mentre cresce la pressione di famiglie e istituzioni.
📵 Grecia, stretta sui social: divieto under 15 dal 2027
La Grecia ha scelto una linea netta: dal 2027 sarà vietato l’accesso ai social network ai minori di 15 anni. Una decisione che punta a intervenire su un fenomeno ormai considerato strutturale: l’uso precoce e intensivo delle piattaforme digitali.
Il provvedimento prevede:
- Divieto esplicito per gli under 15
- Obbligo di verifica dell’età per le piattaforme
- Introduzione di responsabilità dirette per le aziende tecnologiche
Alla base della scelta ci sono tre fattori chiave:
- Crescente dipendenza digitale tra adolescenti
- Esposizione a contenuti violenti o inappropriati
- Impatto sulla salute mentale e sullo sviluppo cognitivo
La misura segna un passaggio importante: non più solo raccomandazioni, ma intervento normativo diretto sul rapporto tra minori e social media.
🌍 Europa verso nuove regole: il fronte si allarga
La decisione greca si inserisce in un contesto europeo già in movimento. Diversi Paesi stanno valutando o hanno annunciato interventi per limitare l’accesso dei minori ai social.
Tra le principali linee d’azione:
- Francia: proposta di consenso genitoriale obbligatorio sotto i 15 anni
- Spagna: iniziative per rafforzare i controlli e ridurre l’esposizione precoce
- Unione Europea: crescente pressione sulle piattaforme per garantire trasparenza e sicurezza
Il nodo centrale resta tecnico e politico insieme: la verifica dell’età degli utenti.
Le opzioni in campo includono:
- sistemi di identificazione digitale
- controlli tramite documenti
- certificazioni di terze parti
Ma tutte presentano criticità legate a:
- privacy
- facilità di aggiramento
- costi per le piattaforme
🇮🇹 Italia, il ddl fermo e il rischio di ritardi
In Italia il tema è al centro del dibattito politico, ma senza ancora una soluzione definitiva. Il disegno di legge n. 1136, che introduce il divieto di accesso ai social per i minori di 15 anni, è rimasto a lungo fermo al Senato prima di essere riportato in agenda.
I contenuti principali del ddl:
- Divieto per gli under 15
- Obbligo per le piattaforme di verificare l’età
- Possibile estensione del limite a 16 anni
Il testo ha raccolto un consenso trasversale, ma ha subito uno stallo prolungato, che ha rallentato l’intero iter legislativo.
Il ritorno della discussione è stato accelerato anche da episodi di cronaca che hanno riacceso l’attenzione sul rapporto tra giovani, violenza e ambiente digitale.
⚖️ Governo al lavoro su un nuovo testo: decreto per accelerare
Parallelamente al ddl già incardinato, l’esecutivo sta valutando un nuovo intervento normativo, con l’obiettivo di:
- Rafforzare la verifica dell’età
- Coinvolgere le autorità competenti, tra cui Agcom e il Garante della privacy
- Accelerare i tempi tramite un possibile decreto legge
Questa scelta apre però a diversi scenari:
- Rischio di duplicazione normativa
- Allungamento dei tempi se si riparte da zero
- Possibile difficoltà ad arrivare all’approvazione prima della fine della legislatura
Una parte del Parlamento spinge per una soluzione più rapida: intervenire direttamente sul testo già esistente, evitando nuovi passaggi.
👨👩👧 Famiglie e associazioni: “Serve una risposta immediata”
Le organizzazioni dei genitori chiedono un intervento urgente e strutturato. Le priorità indicate sono:
- Estensione del divieto fino ai 16 anni
- Introduzione di limiti agli algoritmi che creano dipendenza
- Definizione chiara della responsabilità legale delle piattaforme
Il timore diffuso è che i tempi della politica non siano compatibili con la rapidità del fenomeno digitale.
📊 Social e minori: i principali rischi evidenziati
<table style=”border-collapse:collapse;width:100%;font-family:Arial, sans-serif;”> <tr style=”background-color:#3498db;color:white;”> <th style=”padding:10px;border:1px solid #ddd;”>Area</th> <th style=”padding:10px;border:1px solid #ddd;”>Rischio principale</th> <th style=”padding:10px;border:1px solid #ddd;”>Conseguenze</th> </tr> <tr style=”background-color:#f9f9f9;”> <td style=”padding:10px;border:1px solid #ddd;”>Salute mentale</td> <td style=”padding:10px;border:1px solid #ddd;”>Dipendenza digitale</td> <td style=”padding:10px;border:1px solid #ddd;”>Ansia, isolamento, disturbi del sonno</td> </tr> <tr> <td style=”padding:10px;border:1px solid #ddd;”>Contenuti</td> <td style=”padding:10px;border:1px solid #ddd;”>Esposizione a violenza</td> <td style=”padding:10px;border:1px solid #ddd;”>Desensibilizzazione e comportamenti imitativi</td> </tr> <tr style=”background-color:#fff3cd;”> <td style=”padding:10px;border:1px solid #ddd;”><strong>Italia</strong></td> <td style=”padding:10px;border:1px solid #ddd;”>Uso precoce dei social</td> <td style=”padding:10px;border:1px solid #ddd;”>Difficoltà di controllo e educazione digitale</td> </tr> <tr> <td style=”padding:10px;border:1px solid #ddd;”>Privacy</td> <td style=”padding:10px;border:1px solid #ddd;”>Raccolta dati</td> <td style=”padding:10px;border:1px solid #ddd;”>Profilazione e rischi per la sicurezza</td> </tr> </table>
⚖️ Il fattore giudiziario: il rischio di intervento dei tribunali
Un elemento sempre più rilevante è quello legato alle azioni legali contro le piattaforme digitali. Anche in Italia sono attesi sviluppi giudiziari che potrebbero incidere sul quadro normativo.
A livello internazionale, alcune decisioni hanno già riconosciuto:
- il ruolo dei social nella diffusione di contenuti dannosi
- possibili responsabilità delle aziende nella gestione degli algoritmi
Questo apre uno scenario in cui, in assenza di una legge chiara, potrebbero essere i tribunali a dettare le regole.
🔎 Tra tutela e libertà: il nodo ancora aperto
Il confronto resta aperto su un equilibrio complesso.
Da una parte:
- Tutela dei minori
- Protezione della salute mentale
- Riduzione della dipendenza digitale
Dall’altra:
- Libertà di accesso
- Inclusione digitale
- Difficoltà tecniche nei controlli
La sfida è costruire un sistema che sia:
- efficace
- applicabile
- compatibile con i diritti fondamentali
📌 Conclusione
La scelta della Grecia rappresenta un segnale forte per l’Europa e potrebbe accelerare anche il processo italiano. Tuttavia, tra ritardi legislativi e nuove iniziative governative, il rischio è che l’Italia arrivi in ritardo rispetto ad altri Paesi.
Il tema del divieto social minori si conferma uno dei nodi centrali della regolazione digitale nei prossimi anni, destinato a incidere profondamente sul rapporto tra tecnologia e nuove generazioni.

