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Attualità

Di Battista ricoverato all’Avana, arrivati la compagna e i medici del Gemelli per valutare il rientro in Italia

Sahra Lahouasnia ha raggiunto la capitale cubana insieme a due specialisti del Policlinico Gemelli. L’ex deputato resta all’ospedale Hermanos Ameijeiras dopo il malore accusato a Santa Clara.

La situazione di Alessandro Di Battista entra in una fase decisiva sul piano sanitario. Nella mattinata di lunedì 31 agosto sono arrivati all’Avana la compagna Sahra Lahouasnia e due medici del Policlinico Agostino Gemelli di Roma, chiamati ad affiancare l’équipe cubana che sta seguendo l’ex deputato del Movimento 5 Stelle. Il compito degli specialisti italiani sarà valutare le sue condizioni cliniche e soprattutto stabilire se e quando un eventuale trasferimento in Italia con un aereo sanitario possa avvenire senza rischi aggiuntivi per la salute.

La compagna e i medici italiani all’Avana

Sahra Lahouasnia ha raggiunto l’Avana mentre Alessandro Di Battista è ancora ricoverato all’ospedale Hermanos Ameijeiras, una delle principali strutture sanitarie della capitale cubana. Nelle stesse ore è arrivata anche una squadra del Policlinico Agostino Gemelli: si tratta di due medici che lavoreranno insieme ai sanitari cubani e avranno il compito di approfondire il quadro clinico dell’ex parlamentare, oltre a esprimere una valutazione sulla sua trasportabilità verso l’Italia.

L’arrivo dei medici rappresenta il passaggio più importante dopo le prime ore di emergenza. Il governo italiano ha già fatto sapere di avere a disposizione un aereo sanitario per il rientro, ma il trasferimento non può essere deciso sulla base di esigenze organizzative. La priorità resta la sicurezza del paziente: un volo intercontinentale, anche se effettuato con un mezzo attrezzato e personale specializzato, deve essere compatibile con le condizioni cliniche e con le indicazioni dei medici che lo stanno assistendo.

Proprio per questo, nelle ore precedenti era emerso che Di Battista non fosse ancora nelle condizioni di affrontare il viaggio verso l’Italia. La valutazione degli specialisti del Gemelli, effettuata insieme al team dell’Hermanos Ameijeiras, servirà a capire se il quadro sia cambiato e quali siano i tempi più prudenti per un eventuale trasferimento. Al momento non è stata resa pubblica una diagnosi definitiva e le informazioni disponibili restano concentrate sull’evoluzione clinica, sugli accertamenti effettuati e sulla possibilità di organizzare il rientro in sicurezza.

Il malore a Santa Clara e il trasferimento nella capitale

La vicenda è iniziata venerdì, quando Alessandro Di Battista, 48 anni, si trovava a Cuba per lavorare a un reportage. Secondo le ricostruzioni diffuse nelle ore successive, l’ex deputato aveva accusato un forte mal di testa prima del malore che ha reso necessario il ricovero in un ospedale di Santa Clara, città situata a circa 300 chilometri dall’Avana.

Nella fase più delicata Di Battista avrebbe perso conoscenza per alcune ore. Successivamente ha ripreso i sensi, ha parlato con i medici e si è quindi deciso di trasferirlo in ambulanza nella capitale cubana, dove poteva essere sottoposto ad accertamenti più approfonditi e seguito in una struttura con maggiori capacità specialistiche. Il viaggio verso l’Avana è stato lungo, ma al suo arrivo all’Hermanos Ameijeiras l’ex parlamentare era lucido e in grado di rispondere alle domande del personale sanitario.

Una volta ricoverato nella struttura della capitale, i medici hanno controllato i principali parametri vitali e avviato ulteriori visite specialistiche. Tra gli esami citati nelle ricostruzioni delle ultime ore figura anche una Tac, inserita nel percorso diagnostico necessario a definire con maggiore precisione il quadro. Non sono però stati diffusi dettagli clinici sufficienti per attribuire pubblicamente l’episodio a una specifica patologia, motivo per cui ogni ipotesi diagnostica non confermata deve essere trattata con cautela.

Il messaggio sui social dopo le ore di apprensione

Dopo le ore più difficili, Di Battista è tornato a farsi sentire anche attraverso i social network. In risposta a uno dei numerosi messaggi di sostegno ricevuti, ha scritto: “Ce la metterò tutta per tornare presto”. Una frase breve, ma significativa, che ha contribuito a rassicurare almeno in parte le persone che da giorni seguono con attenzione l’evoluzione del ricovero.

L’ex deputato ha interagito anche con altri messaggi di incoraggiamento. In uno scambio pubblico ha risposto al pizzaiolo napoletano Gino Sorbillo, che gli aveva rivolto un invito, facendo capire di voler tornare presto in Italia. Sono segnali che raccontano una capacità di comunicare, ma non modificano il dato centrale: la decisione sul rientro deve dipendere esclusivamente dal giudizio medico.

In situazioni di questo tipo è infatti importante distinguere tra la percezione esterna delle condizioni di una persona e la valutazione clinica necessaria per autorizzare un trasferimento così impegnativo. La possibilità di scrivere o parlare al telefono è un elemento rilevante sul piano umano e comunicativo, ma non permette da sola di trarre conclusioni sulla stabilità generale del paziente o sull’idoneità a sostenere un lungo viaggio aereo.

La telefonata con Tajani e l’assistenza della Farnesina

Nelle ore successive al ricovero è intervenuta anche la Farnesina. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato direttamente al telefono con Di Battista e, secondo quanto riferito, lo ha trovato “combattivo”. Il ministro gli ha espresso solidarietà e ha assicurato l’assistenza dello Stato italiano, sottolineando che il governo intende fare quanto necessario per il rientro quando i medici riterranno il trasferimento possibile.

L’assistenza diplomatica era già stata attivata nella prima fase dell’emergenza. L’ambasciatrice italiana a Cuba, Simona De Martino, si era recata presso la struttura sanitaria di Santa Clara per acquisire informazioni e mantenere il raccordo con le autorità cubane e con i familiari dell’ex parlamentare. La disponibilità di un volo sanitario rientra quindi in una più ampia attività di supporto consolare e logistico, subordinata alle indicazioni cliniche.

Il punto è stato chiarito sin dall’inizio: l’aereo può essere pronto, ma il paziente deve essere trasportabile. Prima di un volo di lunga durata occorre valutare la stabilità del quadro, la necessità di monitoraggio e assistenza durante il tragitto e la possibilità di intervenire in presenza di eventuali complicazioni. Nel caso di Di Battista, questa valutazione è ora affidata anche ai due specialisti arrivati dal Gemelli.

Perché la valutazione sulla trasportabilità è centrale

Il termine “trasportabilità” è diventato uno dei più ricorrenti nella cronaca delle ultime ore. Non significa semplicemente verificare se una persona sia cosciente o in grado di affrontare fisicamente un viaggio. In un trasferimento sanitario internazionale i medici devono stabilire se lo spostamento possa essere effettuato senza aumentare in maniera significativa i rischi per il paziente e quali strumenti di assistenza siano necessari durante il volo.

La valutazione può riguardare diversi aspetti: la stabilità dei parametri, l’eventuale necessità di terapie continue, il livello di monitoraggio richiesto, la possibilità di gestire imprevisti durante il tragitto e la scelta del momento più opportuno per partire. Per questo motivo la presenza dei medici italiani all’Avana non equivale automaticamente all’imminenza del decollo: il loro arrivo serve prima di tutto a esaminare il quadro insieme ai colleghi cubani e a decidere sulla base di criteri clinici.

  • Il volo sanitario è disponibile, ma non è stato indicato un orario di partenza.
  • I due medici del Gemelli devono valutare le condizioni di Di Battista insieme al team cubano.
  • La compagna Sahra Lahouasnia è arrivata all’Avana e si trova ora nella stessa città in cui è ricoverato l’ex deputato.
  • Non è stata comunicata pubblicamente una diagnosi definitiva nelle informazioni diffuse finora.
  • Il trasferimento in Italia resta subordinato alla sicurezza clinica del viaggio.

Il viaggio a Cuba per il reportage

Di Battista si trovava sull’isola per un progetto giornalistico legato ai suoi reportage internazionali. Nelle ricostruzioni diffuse in questi giorni viene indicato il lavoro per Il Fatto Quotidiano e TvLoft, nell’ambito del progetto “La polvere del mondo”. L’ex parlamentare, da tempo fuori dalle istituzioni, ha continuato negli ultimi anni a occuparsi di politica estera, scenari internazionali e reportage, alternando l’attività pubblica a iniziative associative.

Oggi Di Battista è anche vicepresidente dell’associazione Schierarsi. La sua storia politica resta legata al Movimento 5 Stelle, di cui è stato uno dei volti più riconoscibili durante gli anni della crescita elettorale. Eletto alla Camera nel 2013, non si ricandidò nel 2018 e successivamente ha mantenuto un profilo autonomo, spesso critico rispetto alle scelte compiute dal Movimento e dai governi sostenuti dai Cinque Stelle.

Il viaggio a Cuba si inseriva dunque in un’attività già consolidata di racconto sul campo. Proprio durante questo lavoro è avvenuto il malore che ha trasformato una trasferta professionale in una vicenda sanitaria seguita ora con attenzione sia in Italia sia sull’isola caraibica.

Le reazioni politiche e il clima di solidarietà

La notizia del ricovero ha suscitato numerosi messaggi di vicinanza da parte di esponenti politici, anche appartenenti a schieramenti molto distanti dalle posizioni espresse nel tempo da Di Battista. Il Movimento 5 Stelle ha seguito con apprensione l’evoluzione della situazione, mentre il governo ha attivato i canali diplomatici e sanitari necessari per garantire assistenza.

Il colloquio tra Tajani e Di Battista ha assunto anche un significato politico e istituzionale, perché ha mostrato come, di fronte a un’emergenza sanitaria che coinvolge un cittadino italiano all’estero, le differenze politiche possano restare sullo sfondo. Durante la conversazione, l’ex parlamentare ha parlato anche della situazione di Cuba e delle condizioni della popolazione dell’isola, tema al centro del lavoro che stava realizzando prima del ricovero.

Al tempo stesso, le istituzioni hanno mantenuto un’impostazione prudente sul rientro. La disponibilità del velivolo sanitario non costituisce infatti un’autorizzazione automatica alla partenza e non modifica il ruolo determinante dei sanitari. La sequenza delle prossime ore dipenderà dagli esami, dalla stabilità del quadro e dalla valutazione congiunta tra medici italiani e cubani.

Cosa può succedere nelle prossime ore

Il primo passaggio atteso è il confronto tra i due specialisti del Gemelli e il personale dell’Hermanos Ameijeiras. I medici dovranno esaminare gli accertamenti già effettuati, verificare le condizioni attuali di Di Battista e stabilire se siano necessari ulteriori controlli prima di prendere una decisione sul viaggio.

Se il quadro verrà considerato sufficientemente stabile, potrà essere pianificato il trasferimento in Italia con il mezzo sanitario già messo a disposizione. In caso contrario, l’ex deputato resterà ricoverato all’Avana fino a quando il viaggio non sarà ritenuto compatibile con le sue condizioni. Non esiste, al momento, un calendario pubblico per il rientro e qualsiasi previsione sulle tempistiche sarebbe prematura.

La presenza della compagna e dei medici italiani riduce però la distanza tra la gestione dell’emergenza a Cuba e l’eventuale fase successiva in Italia. Sul piano umano, Di Battista può ora contare sulla vicinanza di Sahra Lahouasnia; sul piano sanitario, il confronto diretto tra le due équipe potrà facilitare una decisione condivisa e una continuità assistenziale nel caso in cui venga autorizzato il trasferimento.

Un quadro ancora da seguire con prudenza

Le notizie arrivate tra domenica e lunedì contengono alcuni elementi incoraggianti: Di Battista ha ripreso conoscenza, ha parlato con i medici, ha comunicato sui social e ha avuto una conversazione telefonica con Tajani. Restano però informazioni che non consentono, da sole, di considerare superata la fase delicata del ricovero.

La prudenza è necessaria soprattutto perché non sono stati resi pubblici tutti i dettagli clinici e perché fino alle ultime comunicazioni il trasferimento in Italia non era ancora considerato possibile. La situazione va quindi letta evitando diagnosi non confermate e concentrandosi sui fatti verificabili: il malore a Santa Clara, il trasferimento all’Avana, gli accertamenti all’Hermanos Ameijeiras, l’arrivo della compagna e dei due medici del Gemelli, la disponibilità di un aereo sanitario e l’attesa per una valutazione sulla sicurezza del rientro.

Le prossime decisioni saranno mediche prima ancora che logistiche. È questo il punto centrale dell’aggiornamento del 31 agosto: l’Italia è pronta a organizzare il ritorno, ma saranno le condizioni di Alessandro Di Battista e il giudizio dei sanitari a stabilire quando il viaggio potrà realmente cominciare.