Tre giorni di piogge intense hanno messo in ginocchio Molise, Abruzzo, Puglia, Basilicata e Marche: infrastrutture cedono, fiumi esondano, famiglie evacuate.
L’Italia centro-meridionale è in ginocchio. Un fronte perturbato di insolita intensità sta flagellando da tre giorni consecutive Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata e Marche con piogge torrenziali, esondazioni, frane e vento forte. Il momento più drammatico si è consumato nella mattina di giovedì 2 aprile 2026, quando il ponte sul fiume Trigno, lungo la Statale 16 Adriatica al confine tra Molise e Abruzzo, ha ceduto improvvisamente, spaccando in due il collegamento viario adriatico tra le due regioni. Un disastro annunciato, e per fortuna senza vittime, ma che fotografa con brutalità la fragilità idrogeologica di un territorio troppo spesso lasciato esposto agli eventi atmosferici estremi.
Il crollo del ponte sul Trigno: tragedia sfiorata sulla Statale 16
Il fatto più grave dell’intera emergenza si è verificato intorno alle ore 9 del mattino. Il ponte sul fiume Trigno, snodo nevralgico della Strada Statale 16 “Adriatica”, nel territorio comunale di Montenero di Bisaccia, in provincia di Campobasso, è crollato dopo tre giorni di precipitazioni incessanti che ne avevano progressivamente compromesso la stabilità strutturale. La struttura, che collegava la sponda molisana a quella abruzzese tra Montenero di Bisaccia e San Salvo, ha collassato a metà in modo improvviso.
Il cedimento avrebbe potuto trasformarsi in una strage: come confermato dalla sindaca di Montenero di Bisaccia, Simona Contucci, le squadre tecniche si trovavano sul posto proprio in quel momento per valutare una possibile riapertura al traffico dopo la chiusura preventiva disposta nel pomeriggio di mercoledì 1° aprile, a causa degli allagamenti provocati dall’esondazione del Trigno. A segnalare il crollo è stato Pierfrancesco Assogna, responsabile della Polizia locale di Montenero di Bisaccia, che stava monitorando le condizioni della statale quando la struttura ha ceduto davanti ai suoi occhi.
La strada era stata chiusa in via precauzionale sin dalla serata precedente, e questa scelta ha evitato il peggio: al momento del collasso non transitava alcun veicolo. Si trattava di un’infrastruttura che era già stata interessata da lavori recenti, con il traffico regolato a senso unico alternato tramite semaforo, a ulteriore dimostrazione di uno stato di salute strutturale già compromesso.
Le conseguenze sulla viabilità sono gravissime. I collegamenti stradali tra Molise e Abruzzo lungo l’asse adriatico risultano praticamente interrotti. Chi deve raggiungere Petacciato Marina o la zona nord di Termoli dall’Abruzzo è ora costretto a percorsi alternativi lunghi e tortuosi attraverso la rete viaria interna, già messa a dura prova dagli eventi delle ultime ore.
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Maltempo, crolla il ponte sul fiume Trigno tra Molise e Abruzzo sulla Statale 16. La struttura ha ceduto a metà durante le verifiche. Strada chiusa, nessuna vittima. La sindaca: “Sfiorata la tragedia”. pic.twitter.com/OcXmfTFQ8Q
— LaPresse (@LaPresse_news) April 2, 2026
h3>Il Molise: tre giorni di emergenza e la macchina dei soccorsi
Il Molise è la regione più colpita dall’intera ondata di maltempo. L’emergenza va avanti da ormai tre giorni e ha investito contemporaneamente le zone costiere e quelle interne, con fenomeni diversificati: piogge torrenziali sulla costa, bufere di neve sulle vette appenniniche.
I Vigili del fuoco del comando provinciale di Campobasso hanno dovuto potenziare il proprio dispositivo di soccorso, richiamando in servizio il personale libero e attivando le colonne mobili regionali. Per far fronte all’eccezionalità degli interventi, sono arrivati rinforzi dai comandi di Modena, Latina e Frosinone, mentre dal comando di Ancona è stato inviato personale sommozzatore specializzato per il rischio acquatico.
Tra gli episodi più significativi, si registra l’esondazione del fiume Carpino, che ha allagato parte della strada provinciale 45 nel territorio di Carpinone e l’intera area industriale di Pettoranello del Molise, in provincia di Isernia. In zona costiera, centinaia di residenti risultano sfollati in seguito ai nubifragi abbattutisi sulla costa molisana. Blackout elettrici si registrano nelle aree appenniniche colpite da intense nevicate.
Coldiretti Molise ha già chiesto lo stato di calamità naturale, invocando il rischio di rivivere la devastante alluvione del 2003 che colpì duramente le stesse aree. Il governatore della regione Roberti si è recato personalmente sul territorio per monitorare i punti critici.
Abruzzo: l’ospedale di Penne senza acqua, allagamenti diffusi
In provincia di Pescara, il maltempo ha causato un’emergenza sanitaria inattesa: la rottura della condotta idrica Tavo Sud, provocata dalle piogge accumulate nelle ultime 48 ore, ha lasciato l’ospedale di Penne privo di fornitura diretta di acqua. Per garantire il normale svolgimento delle attività sanitarie, ACA — la società pubblica per la gestione del servizio idrico integrato — ha attivato un servizio sostitutivo tramite autobotti.
Lo stesso guasto ha causato mancanze d’acqua e cali di pressione nel centro urbano di Penne e in una serie di comuni limitrofi: Loreto Aprutino, Picciano, Collecorvino, Pianella, Moscufo, Spoltore (nelle frazioni di Villa Santa Maria, Caprara e nel centro storico) e nelle zone collinari di Pescara come Valle Furci, Colle Innamorati e parte alta di Via di Sotto. La società ha assicurato di aver messo in campo tutte le risorse disponibili per risolvere la situazione nel minor tempo tecnico possibile.
Puglia: la diga di Occhito sotto osservazione, 50 automobilisti soccorsi nel Foggiano
La Puglia affronta uno scenario di allerta generalizzata. La Protezione Civile regionale ha diramato livelli di allerta fino al rosso per rischio idrogeologico e idraulico, con criticità massima sul Subappennino Dauno e sul Tavoliere. La situazione più preoccupante riguarda la diga di Occhito, che sorge a Carlantino, al confine tra Puglia e Molise, sul torrente Fortore.
In appena 48 ore di piogge incessanti, l’invaso è passato da 107 milioni di metri cubi d’acqua a oltre 176 milioni, con un incremento di quasi il 65% della capacità. Il sindaco di Carlantino, Graziano Coscia, ha descritto una situazione di crescente preoccupazione: il piccolo comune di circa 800 abitanti si trova praticamente isolato, con una frana che blocca la provinciale verso il Foggiano, allagamenti in case e scantinati, interruzioni della corrente elettrica e disagi sulla rete della fibra ottica. Il primo cittadino ha invitato la popolazione a restare in casa e a limitare gli spostamenti allo stretto necessario. La diga di Occhito è in stato di pre-allerta per rischio idraulico e viene monitorata costantemente dai tavoli tecnici in prefettura.
Nel Foggiano, la situazione è già degenerata: l’esondazione del torrente Cervaro ha costretto i Vigili del fuoco a mettere in campo un dispositivo straordinario. Il bilancio degli interventi conta oltre 50 automobilisti soccorsi e una quarantina di persone portate in salvo da masserie e casolari di campagna, in alcuni casi con l’utilizzo di battelli pneumatici.
Nel nord Barese, il fiume Ofanto ha raggiunto il livello di guardia. Il Comune di Canosa di Puglia ha disposto la chiusura delle strade limitrofe all’antico Ponte romano e delle vie secondarie verso la frazione di Loconia. Tecnici comunali, polizia locale e volontari dell’OER sono al lavoro in supporto ai residenti della zona.
Basilicata: famiglie evacuate a Rapolla, smottamenti in tutto il Metapontino
Anche la Basilicata registra danni seri. A Rapolla, in provincia di Potenza, le piogge intense hanno provocato il crollo di un muro di contenimento in via Melfi, rendendo necessaria l’evacuazione precauzionale di tre famiglie residenti in un edificio adiacente. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco e i tecnici del Comune per mettere in sicurezza la zona.
La situazione è critica in tutta la regione: in provincia di Matera, in particolare nel Metapontino, i Vigili del fuoco sono impegnati su più fronti per smottamenti e allagamenti diffusi.
Marche: 90 persone isolate ad Acquasanta Terme
Alle problematiche del Sud si aggiunge la situazione critica nelle Marche, in particolare nella frazione di Pozza, nel Comune di Acquasanta Terme (Ascoli Piceno). Una frana ha interrotto l’unica via di accesso al paese, lasciando circa 90 residenti completamente isolati. Le autorità locali sono al lavoro per ripristinare la viabilità e garantire i rifornimenti essenziali alla popolazione bloccata.
Il quadro meteorologico: allerta rossa su tre regioni, miglioramento atteso per Pasqua
Il sistema perturbato alla base dell’emergenza è riconducibile a un centro di bassa pressione posizionato sul Tirreno meridionale, in lento movimento verso i settori ionici. La sua forza attrattiva nei confronti delle correnti fredde balcaniche ha generato fenomeni diffusi e persistenti sulle aree adriatiche, con precipitazioni nevose fino a quote di alta collina.
Per la giornata di oggi, 2 aprile, la Protezione Civile Nazionale ha confermato allerta rossa su Abruzzo, Molise e Puglia, con allerta arancione su Basilicata e Calabria, e allerta gialla in Campania, Lazio, Marche, Sicilia e Umbria. Nelle prossime ore è attesa un’attenuazione progressiva dei fenomeni, con un sensibile miglioramento a partire da venerdì. Per il weekend di Pasqua, le previsioni indicano un deciso ribaltone con temperature che nelle regioni settentrionali potrebbero toccare i 25°C.
Riepilogo degli interventi per regione
| Regione | Evento principale | Livello allerta |
|---|---|---|
| Molise | Crollo ponte sul Trigno (SS16), centinaia di sfollati, esondazione fiume Carpino | Rossa |
| Abruzzo | Rottura condotta idrica, ospedale di Penne senza acqua, allagamenti diffusi | Rossa |
| Puglia | Diga Occhito in pre-allerta, 50+ automobilisti soccorsi, Ofanto in piena | Rossa |
| Basilicata | Crollo muro a Rapolla, 3 famiglie evacuate, smottamenti nel Metapontino | Arancione |
| Marche | 90 residenti isolati ad Acquasanta Terme per frana | Gialla |
Una fragilità strutturale che torna a fare notizia
Il crollo del ponte sul Trigno riaccende inevitabilmente il dibattito sulla tenuta delle infrastrutture italiane di fronte agli eventi atmosferici estremi. La struttura era già stata oggetto di interventi recenti, con traffico regolato a senso unico alternato, segno che la sua condizione non era ottimale. Eppure, la chiusura preventiva disposta nella serata di mercoledì ha evitato il peggio: senza quella decisione tempestiva, le conseguenze avrebbero potuto essere devastanti.
Il territorio del basso Molise e del Vastese risulta particolarmente vulnerabile sotto il profilo idrogeologico, come dimostra la frequenza con cui questa stessa area viene colpita da eventi alluvionali. La richiesta di stato di calamità avanzata da Coldiretti Molise arriva in un momento in cui la conta dei danni è ancora in corso, ma si preannuncia pesante: colture, infrastrutture, attività produttive e viabilità subiranno ripercussioni che si protrarranno ben oltre il ritorno del bel tempo.
Il bilancio umano, fortunatamente, non conta vittime dirette. Ma il quadro che emerge da queste ore di emergenza diffusa chiama in causa non solo la gestione dell’immediato, ma la necessità strutturale di investimenti profondi nella messa in sicurezza del territorio e nel mantenimento delle infrastrutture, specialmente in quelle aree che la storia recente ha già dimostrato essere ad alto rischio.

