Il 7 maggio i cardinali si riuniranno in Cappella Sistina: messa solenne al mattino, poi l’inizio delle votazioni
Con la celebrazione della messa “Pro eligendo Romano Pontifice” e l’ingresso in clausura dei cardinali elettori, la Chiesa si prepara a eleggere il successore di Papa Francesco, scomparso il 21 aprile.
Il rito solenne: la messa “Pro eligendo Romano Pontifice”
La mattina di mercoledì 7 maggio, alle ore 10, nella Basilica di San Pietro, si terrà la messa “Pro eligendo Romano Pontifice”, presieduta dal cardinale decano Giovanni Battista Re. Questa celebrazione solenne rappresenta un momento di preghiera e riflessione per i cardinali elettori, che invocheranno la guida dello Spirito Santo affinché li assista nella scelta del nuovo Pontefice.
L’ingresso in clausura: l’“Extra omnes” e l’inizio del Conclave
Nel pomeriggio dello stesso giorno, alle ore 16:30, i 133 cardinali elettori entreranno in clausura nella Cappella Sistina. Il Maestro delle cerimonie, monsignor Diego Ravelli, pronuncerà la storica formula in latino “Extra omnes”, ordinando a tutti i non aventi diritto di voto di lasciare la cappella. Da quel momento, i cardinali saranno isolati dal mondo esterno fino all’elezione del nuovo Papa.
Le votazioni: la prima fumata attesa già il 7 maggio
Dopo l’ingresso in clausura, i cardinali procederanno alla prima votazione nel pomeriggio del 7 maggio. Le votazioni successive si svolgeranno con un ritmo di due al mattino e due al pomeriggio, fino a raggiungere la maggioranza qualificata dei due terzi necessaria per l’elezione. Se dopo 33 o 34 votazioni non si raggiungesse un accordo, si procederà a un ballottaggio tra i due cardinali con il maggior numero di voti.
Il ruolo del cardinale protodiacono: l’annuncio dell’“Habemus Papam”
Una volta eletto il nuovo Papa, il cardinale protodiacono Dominique Mamberti si affaccerà dalla loggia esterna della Basilica di San Pietro per annunciare al mondo l’“Habemus Papam”. Il nuovo Pontefice si presenterà ai fedeli e impartirà la sua prima benedizione “Urbi et Orbi”, concedendo un’indulgenza plenaria.
