I magistrati di Palermo presentano ricorso in Cassazione contro la sentenza che nel 2024 aveva assolto l’ex ministro dell’Interno per il blocco della nave con 147 migranti
La Procura di Palermo ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione contro l’assoluzione di Matteo Salvini nel processo Open Arms. Il leader della Lega era stato prosciolto a dicembre 2024 con la formula “il fatto non sussiste”, ma per i pm la sentenza non avrebbe realmente confutato le accuse, limitandosi a una lettura giuridica parziale delle norme sul diritto internazionale.
I fatti contestati e l’assoluzione
Il processo riguarda l’episodio del 14 agosto 2019, quando Salvini, allora ministro dell’Interno, impedì alla nave umanitaria Open Arms di attraccare in un porto sicuro italiano, lasciando in mare 147 migranti soccorsi nel Mediterraneo. L’imbarcazione, gestita dalla ONG spagnola, rimase per giorni in attesa di un’autorizzazione, mentre crescevano tensioni a bordo.
L’accusa sosteneva che l’allora ministro avesse abusato del proprio potere, violando i diritti fondamentali dei migranti. Le imputazioni principali erano:
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Sequestro di persona aggravato
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Omissione di atti d’ufficio
Il Tribunale di Palermo, nel dicembre 2024, ha però assolto Salvini ritenendo che l’Italia non fosse obbligata a garantire un porto sicuro all’imbarcazione e che le scelte fossero riconducibili all’indirizzo politico del governo in carica.
Il ricorso della Procura
Secondo la Procura di Palermo, l’assoluzione presenta vizi giuridici che meritano un riesame in Cassazione. In particolare:
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La sentenza non affronta nel merito la condotta di Salvini riguardo al trattenimento dei migranti.
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Si limita a sostenere che non vi fosse un obbligo giuridico per l’Italia di indicare un porto, senza valutare se la condotta fosse comunque illegittima o sproporzionata.
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Si contesta il fatto che la motivazione si fondi quasi esclusivamente su argomentazioni interpretative, senza valutare il contesto operativo e le conseguenze concrete delle scelte dell’ex ministro.
Per questo motivo è stato scelto il cosiddetto ricorso per saltum, che consente di bypassare la Corte d’Appello e rivolgersi direttamente alla Corte di Cassazione, puntando su una valutazione giuridica piuttosto che fattuale.
Le motivazioni della sentenza
Nelle motivazioni dell’assoluzione, depositate a giugno 2025, i giudici avevano spiegato che:
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La normativa internazionale non imponeva all’Italia un obbligo unilaterale ad accogliere la nave.
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Le decisioni prese da Salvini erano in linea con una politica condivisa dal governo.
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La scelta di non concedere lo sbarco, pur contestata, non configurava un reato secondo il diritto italiano.
Tuttavia, la Procura ritiene che questa impostazione non affronti pienamente le responsabilità personali del ministro, e rischi di creare un pericoloso precedente sull’interpretazione dei doveri istituzionali in casi simili.
Contesto politico e giuridico
L’intera vicenda si inserisce in un quadro più ampio di tensioni tra sicurezza, sovranità nazionale e diritti umanitari, temi che hanno segnato profondamente il dibattito pubblico negli ultimi anni. Il caso Open Arms non è stato l’unico a coinvolgere Salvini:
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Nel 2021 era stato archiviato un caso simile relativo alla nave Gregoretti.
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Il governo in carica all’epoca, formato da Lega e Movimento 5 Stelle, aveva varato i decreti sicurezza, oggi in parte modificati.
L’eventuale accoglimento del ricorso da parte della Cassazione potrebbe riaprire completamente il processo, con un possibile rinvio a un nuovo giudizio oppure con l’annullamento della sentenza di assoluzione.
Prossimi scenari
La Corte di Cassazione dovrà ora valutare la fondatezza tecnica del ricorso:
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Se il ricorso verrà accolto, il processo potrebbe essere riaperto.
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Se verrà rigettato, l’assoluzione diventerà definitiva.
Si tratta dunque di un passaggio decisivo non solo per la posizione giudiziaria di Salvini, ma anche per l’equilibrio tra scelte politiche e obblighi umanitari in ambito istituzionale.
Conclusione
Il ricorso presentato oggi dalla Procura di Palermo rimette al centro del dibattito il confine tra legittimità politica e responsabilità penale nei casi di gestione dei flussi migratori. La Corte di Cassazione avrà il compito di stabilire se l’assoluzione di Salvini rispetti pienamente il quadro normativo vigente o se necessiti di un riesame più approfondito.
