Il governo prepara una misura che renderà automatica la validità del documento per chi ha più di settant’anni. L’obiettivo è semplificare la vita dei cittadini e ridurre la burocrazia.
Il provvedimento è pronto a cambiare una delle pratiche più comuni e spesso più scomode per i cittadini anziani. Entro la fine del 2025 arriverà in Parlamento un nuovo decreto semplificazioni, che prevede l’abolizione del rinnovo della carta d’identità per gli over 70. La misura, annunciata dal ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, dovrebbe entrare in vigore nel corso del 2026 e fa parte di un piano più ampio di digitalizzazione e alleggerimento delle procedure della Pubblica amministrazione.
Un passo verso una burocrazia più leggera
Il ministro Zangrillo ha illustrato l’intervento come un esempio concreto di semplificazione amministrativa. “Non è accettabile che una persona di 75 anni debba ancora fare la fila per rinnovare un documento che, di fatto, certifica la stessa identità di dieci anni prima”, ha dichiarato in un intervento pubblico.
L’obiettivo è eliminare la necessità di recarsi al Comune per il rinnovo del documento, che potrà essere rinnovato automaticamente, con invio diretto a casa o validità estesa senza necessità di richiesta da parte del cittadino.
Il governo intende così ridurre il peso della burocrazia per la fascia di popolazione più anziana, migliorando al tempo stesso l’efficienza degli uffici anagrafici, spesso sovraccarichi di pratiche di rinnovo.
Cosa cambierà con la nuova norma
Attualmente, la carta d’identità ha una validità di dieci anni per i cittadini adulti, mentre per i minori la durata è inferiore. Con la nuova misura, chi ha compiuto 70 anni potrà contare su un documento valido a tempo indeterminato, oppure per un periodo molto più lungo rispetto alla regola attuale.
L’intento è evitare spostamenti, code e appuntamenti che per molti anziani rappresentano un ostacolo pratico. Il rinnovo automatico – o l’estensione della validità – sarà gestito direttamente dall’amministrazione pubblica, senza che il cittadino debba presentare domanda.
La misura dovrebbe riguardare oltre sette milioni di italiani, un numero destinato a crescere nei prossimi anni con l’invecchiamento generale della popolazione.
I punti ancora da definire
Sebbene l’annuncio sia stato accolto positivamente, ci sono ancora diversi aspetti tecnici da chiarire.
In particolare:
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Validità del documento: non è ancora stato deciso se la carta sarà illimitata o se verrà fissata una durata specifica (ad esempio 20 o 30 anni).
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Aggiornamento dei dati: resta da stabilire come gestire eventuali modifiche ai dati anagrafici (indirizzo, stato civile, cittadinanza) o la necessità di aggiornare la fotografia del titolare.
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Applicazione della norma: si dovrà capire come verranno trattati i cittadini che, al momento dell’entrata in vigore, si trovano a ridosso dei 70 anni o hanno già rinnovato da poco il documento.
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Validità all’estero: occorrerà verificare se i Paesi dell’Unione Europea e quelli extra-UE accetteranno documenti italiani con validità illimitata.
Le altre misure del decreto semplificazioni
Il rinnovo automatico della carta d’identità per gli over 70 è solo una delle novità previste nel nuovo pacchetto di semplificazioni.
Tra le altre misure annunciate figurano:
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Più funzioni per le farmacie, che potranno consentire ai cittadini di effettuare la scelta o il cambio del medico di famiglia, senza passare dagli uffici dell’Asl.
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Vaccinazioni e servizi sanitari di base gestibili direttamente in farmacia, per alleggerire il carico dei centri sanitari territoriali.
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Digitalizzazione dei procedimenti amministrativi, con l’obiettivo di ridurre tempi e moduli cartacei.
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Semplificazione per imprese e professionisti, con procedure online più rapide e meno richieste di certificazioni ridondanti.
Il ministro Zangrillo ha ribadito che lo “sforzo sulla semplificazione” è una delle priorità dell’esecutivo: l’intento è far percepire la pubblica amministrazione “non come un ostacolo, ma come un’opportunità”.
I benefici attesi
L’eliminazione dell’obbligo di rinnovo della carta d’identità per gli over 70 porta con sé numerosi vantaggi:
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Risparmio di tempo e fatica per milioni di cittadini anziani.
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Riduzione dei costi per lo Stato e per i Comuni, che dovranno gestire meno pratiche anagrafiche.
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Snellimento del lavoro negli uffici pubblici, con personale liberato da procedure ripetitive.
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Semplificazione reale del rapporto tra cittadino e amministrazione.
In prospettiva, la norma si inserisce nel percorso di modernizzazione della macchina statale e di riduzione dei costi della burocrazia, che – secondo alcune stime – pesa ancora decine di miliardi di euro l’anno sull’economia nazionale.
Criticità e possibili correttivi
Nonostante l’impatto positivo, alcuni esperti sottolineano la necessità di mantenere meccanismi di aggiornamento periodico per garantire la validità del documento anche nel lungo termine.
Una carta d’identità con una fotografia vecchia di vent’anni potrebbe generare problemi di riconoscimento, soprattutto nei controlli all’estero o in banca.
Per questo, si ipotizza che il rinnovo automatico possa comunque prevedere un aggiornamento della foto o dei dati biometrici ogni 15-20 anni, senza obbligo di recarsi fisicamente agli sportelli.
Altri osservatori chiedono che il decreto chiarisca i casi di sospensione o revoca del documento in presenza di anomalie o smarrimento, prevedendo procedure rapide e digitali per la sostituzione.
Un segnale di attenzione verso la popolazione anziana
La decisione del governo risponde a una logica di semplificazione con attenzione sociale. Gli over 70 rappresentano una fascia demografica numerosa e spesso alle prese con difficoltà logistiche e digitali.
L’eliminazione dell’obbligo di rinnovo della carta d’identità è un modo per restituire dignità e autonomia a una generazione che ha contribuito alla crescita del Paese e che oggi chiede, soprattutto, meno burocrazia e più efficienza.
In sintesi
Con il nuovo decreto semplificazioni, la carta d’identità per gli over 70 potrà diventare automatica e a validità estesa, segnando un passo importante verso una pubblica amministrazione più vicina ai cittadini.
L’entrata in vigore è prevista nel corso del 2026, ma già da ora la misura rappresenta un segnale chiaro della volontà del governo di ridurre il peso della burocrazia e migliorare la qualità dei servizi pubblici.
