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Attualità · Economia e finanza

Carburanti, prorogato al 25 agosto lo sconto di 17 centesimi sul gasolio

Il governo stanzia circa 245 milioni di euro e finanzia la misura attraverso riduzioni delle spese ministeriali. Dal 25 agosto dovrebbe tornare il meccanismo delle accise mobili

Il taglio delle imposte sul gasolio da 17 centesimi al litro resterà in vigore fino al 25 agosto 2026. Il Consiglio dei ministri ha approvato la proroga della misura introdotta alla fine di luglio, evitando che lo sconto terminasse il 6 agosto, proprio all’inizio della fase più intensa dell’esodo estivo. L’intervento avrà un costo stimato di circa 245 milioni di euro, coperto prevalentemente attraverso riduzioni delle spese dei ministeri.

La decisione arriva in una fase caratterizzata da prezzi dei carburanti ancora elevati e da una forte instabilità dei mercati energetici internazionali. Il rincaro del petrolio e dei prodotti raffinati, collegato alle tensioni in Medio Oriente e al conflitto tra Stati Uniti e Iran, ha progressivamente ridotto l’effetto degli interventi fiscali adottati dal governo, lasciando il prezzo del diesel sopra la soglia dei due euro al litro in numerose aree del Paese.

La proroga rappresenta quindi un nuovo tentativo dell’esecutivo di contenere l’impatto dei rincari su famiglie, autotrasportatori e imprese. Il provvedimento, tuttavia, continua a riguardare esclusivamente il gasolio, mentre la benzina resta esclusa dallo sconto. Una scelta che ha alimentato le critiche delle opposizioni e delle associazioni dei consumatori, secondo le quali l’intervento non sarebbe sufficiente a proteggere tutti gli automobilisti.

Come funziona la proroga dello sconto sul gasolio

Lo sconto complessivo riconosciuto alla pompa è pari a 17 centesimi al litro. La riduzione comprende circa 14 centesimi derivanti dal taglio dell’accisa e altri 3 centesimi collegati al conseguente abbattimento dell’Iva.

La misura era entrata in vigore il 28 luglio e avrebbe dovuto terminare il 6 agosto. Con la nuova decisione del Consiglio dei ministri, il beneficio viene esteso per altri 19 giorni, coprendo gran parte del periodo di maggiore traffico sulle strade italiane.

Dal punto di vista normativo, la proroga sarà realizzata attraverso due strumenti distinti: un decreto legge coprirà il periodo compreso tra il 7 e il 24 agosto, mentre un decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze consentirà di applicare la riduzione anche nella giornata del 25 agosto.

Elemento Dettaglio
Carburante interessato Gasolio
Riduzione complessiva 17 centesimi al litro
Scadenza precedente 6 agosto 2026
Nuova scadenza 25 agosto 2026
Costo stimato Circa 245 milioni di euro
Copertura principale Riduzioni delle spese dei ministeri

Le risorse arrivano dai tagli alle spese ministeriali

Il nodo principale affrontato dal governo ha riguardato la copertura finanziaria. Secondo le stime illustrate dopo la riunione del Consiglio dei ministri, la proroga avrà un impatto di circa 10 milioni di euro al giorno, per un totale vicino ai 245 milioni.

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha spiegato che le risorse saranno reperite riducendo alcune voci di spesa dei ministeri. Il titolare del Tesoro ha riconosciuto che le amministrazioni interessate non hanno accolto con particolare favore la decisione, ma ha indicato il contenimento del caro carburanti come una priorità immediata.

La distribuzione dei tagli dovrà essere definita attraverso apposite tabelle. Ogni ministero contribuirà in proporzione alle disponibilità e alle risorse presenti nei rispettivi bilanci. Una parte più limitata della copertura potrebbe invece arrivare dall’extragettito Iva generato nel mese di luglio dall’aumento dei prezzi energetici.

La soluzione scelta consente al governo di evitare, almeno per il momento, l’introduzione di nuove imposte. Nelle ore precedenti al Consiglio dei ministri era circolata l’ipotesi di reperire risorse attraverso aumenti fiscali su sigarette o bevande alcoliche, possibilità successivamente esclusa dagli esponenti della maggioranza.

Il confronto tra Meloni, Salvini, Tajani e Giorgetti

La proroga è stata definita dopo una riunione politica tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

Il vertice si è concentrato sulla necessità di evitare che lo sconto terminasse nei giorni dell’esodo estivo, quando milioni di italiani si mettono in viaggio per raggiungere le località di vacanza. Una scadenza al 6 agosto avrebbe potuto determinare un aumento immediato dei prezzi alla pompa, provocando nuove proteste da parte dei consumatori e delle categorie produttive maggiormente dipendenti dal trasporto su strada.

Al termine del Consiglio dei ministri, Meloni ha affermato che il governo intende continuare a fare la propria parte per contenere gli effetti dei rincari in una fase internazionale definita ancora molto complessa. La premier ha inoltre indicato nel 25 agosto la data prevista per il ritorno del meccanismo delle accise mobili.

Che cosa sono le accise mobili

Le accise mobili consentono di utilizzare il maggiore gettito Iva incassato dallo Stato quando i prezzi dei carburanti aumentano per finanziare una riduzione temporanea delle accise. In questo modo, una parte delle maggiori entrate fiscali generate dai rincari viene restituita agli automobilisti attraverso un abbassamento delle imposte applicate a ogni litro.

Il meccanismo viene considerato meno oneroso per i conti pubblici rispetto a un taglio finanziato interamente attraverso nuove risorse di bilancio. La sua applicazione, però, non è immediata, perché il governo deve prima verificare e contabilizzare l’effettivo aumento del gettito Iva.

È proprio questa distanza temporale tra il rialzo dei prezzi e l’incasso delle maggiori entrate ad aver reso necessaria la nuova proroga finanziata attraverso i ministeri. Dal 25 agosto, una volta disponibili dati più aggiornati sul gettito fiscale, l’esecutivo dovrebbe valutare la possibilità di proseguire gli interventi attraverso il sistema delle accise mobili.

La decisione definitiva dipenderà comunque dall’andamento delle quotazioni del petrolio, dei prodotti raffinati e dei prezzi praticati dai distributori. Il governo ha annunciato che continuerà a monitorare la situazione e che valuterà eventuali ulteriori misure qualora i rincari dovessero proseguire.

Salvini propone un contributo delle grandi banche

Prima della riunione del Consiglio dei ministri, Matteo Salvini aveva indicato una possibile fonte alternativa di finanziamento: gli utili realizzati dalle grandi banche italiane.

Secondo il leader della Lega, una parte dei profitti degli istituti bancari di maggiori dimensioni potrebbe essere destinata alla riduzione delle accise per un periodo più lungo. Salvini ha distinto le grandi banche nazionali dagli istituti locali e territoriali, sostenendo che un contributo limitato sui grandi utili permetterebbe di finanziare lo sconto non soltanto per alcune settimane, ma potenzialmente per un anno.

Il vicepremier ha inoltre respinto l’ipotesi di coprire l’intervento aumentando le tasse su sigarette e alcolici. A suo giudizio, una simile soluzione avrebbe avuto un effetto contraddittorio: il beneficio riconosciuto agli automobilisti sarebbe stato compensato da un maggiore prelievo fiscale su altri consumi.

La proposta di coinvolgere il settore bancario non è però confluita nel decreto approvato dal governo. Per la proroga fino al 25 agosto l’esecutivo ha preferito una copertura interna al bilancio dello Stato, intervenendo sulle spese ministeriali già programmate.

Lo sconto reale alla pompa è inferiore a 17 centesimi

Uno dei principali elementi di discussione riguarda l’effetto effettivo del provvedimento sui prezzi praticati agli automobilisti. La riduzione fiscale teorica è pari a 17 centesimi al litro, ma l’aumento contemporaneo delle quotazioni internazionali ha assorbito una parte consistente del beneficio.

All’inizio di agosto il prezzo medio del diesel sulle strade ordinarie era arrivato intorno a 2,097 euro al litro, mentre la benzina si collocava vicino a 1,999 euro al litro. Le associazioni dei consumatori hanno stimato che il vantaggio concreto per chi fa rifornimento si sia ridotto a poco più di 8 centesimi al litro.

La differenza tra sconto fiscale e riduzione effettiva del prezzo non significa necessariamente che la misura non sia stata applicata. Il prezzo finale del carburante dipende infatti da diversi fattori:

  • dalle quotazioni internazionali del petrolio;
  • dal costo dei prodotti raffinati;
  • dal rapporto di cambio tra euro e dollaro;
  • dai costi di distribuzione e trasporto;
  • dai margini applicati lungo la filiera;
  • dalle imposte, composte principalmente da accise e Iva.

Se il costo industriale del gasolio aumenta mentre le accise vengono ridotte, una parte dello sconto può quindi essere neutralizzata prima di raggiungere il consumatore. Per questo motivo, il governo e le autorità di controllo sono chiamati a verificare che la riduzione fiscale venga comunque trasferita correttamente lungo tutta la filiera.

Quanto può risparmiare un automobilista

Considerando l’intero sconto teorico di 17 centesimi, un automobilista che effettua un rifornimento di 50 litri può risparmiare fino a 8,50 euro. Su un pieno da 40 litri, il beneficio teorico è invece di 6,80 euro.

Quantità di gasolio Risparmio teorico con sconto da 17 centesimi
20 litri 3,40 euro
30 litri 5,10 euro
40 litri 6,80 euro
50 litri 8,50 euro
60 litri 10,20 euro

Il risparmio effettivo può essere inferiore, perché dipende dall’andamento del prezzo industriale e dalla velocità con cui i distributori trasferiscono lo sconto fiscale sui listini. Per chi percorre molti chilometri, come autotrasportatori, agenti di commercio e lavoratori pendolari, anche una riduzione limitata può comunque produrre un beneficio significativo nel corso delle settimane.

Perché la benzina resta esclusa

La scelta di concentrare lo sconto sul gasolio è stata giustificata con il maggiore aumento registrato dal diesel e con il ruolo che questo carburante svolge nel trasporto delle merci. Il gasolio continua infatti a essere utilizzato dalla maggior parte dei mezzi pesanti, dei veicoli commerciali e di una quota rilevante delle automobili circolanti.

Un aumento del diesel non incide soltanto sui costi degli automobilisti, ma può trasferirsi sui prezzi di numerosi beni trasportati su strada. L’obiettivo del governo è quindi evitare che il rincaro alla pompa alimenti una nuova pressione inflazionistica su prodotti alimentari, materie prime e beni di consumo.

L’esclusione della benzina ha però creato una disparità tra automobilisti. Milioni di famiglie che utilizzano vetture a benzina non beneficeranno direttamente della riduzione, nonostante i prezzi siano tornati vicini ai due euro al litro.

Le critiche delle opposizioni

Il Partito Democratico ha accusato l’esecutivo di procedere attraverso interventi temporanei, senza affrontare le cause strutturali dell’aumento dei carburanti. Secondo il capogruppo al Senato Francesco Boccia, il governo starebbe rincorrendo le scadenze senza offrire certezze durature a famiglie e imprese.

Dal Movimento 5 Stelle, Chiara Appendino ha criticato la decisione di limitare nuovamente lo sconto al solo gasolio, sostenendo che il provvedimento ignori milioni di automobilisti con vetture a benzina. Per l’esponente pentastellata, la proroga riprodurrebbe un intervento che non è riuscito a trasferire interamente il beneficio fiscale sui prezzi alla pompa.

Anche Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra ha attaccato la maggioranza. Bonelli ha accusato Salvini di assumere posizioni da opposizione pur ricoprendo l’incarico di vicepresidente del Consiglio e ha attribuito alle politiche energetiche del governo una parte delle difficoltà economiche affrontate dalle famiglie.

Le opposizioni chiedono misure più ampie, controlli rafforzati sui prezzi e interventi strutturali destinati a ridurre la dipendenza energetica dell’Italia. Il governo replica sottolineando la necessità di mantenere l’equilibrio dei conti pubblici e di calibrare gli aiuti sulla base delle risorse effettivamente disponibili.

Oltre 1,8 miliardi spesi dall’inizio della crisi

La proroga approvata il 4 agosto si inserisce in una lunga serie di interventi iniziati alla fine di marzo. Nel corso dei mesi il governo ha modificato più volte l’entità degli sconti, riducendoli o concentrandoli sui carburanti maggiormente colpiti dagli aumenti.

La spesa complessiva sostenuta dallo Stato dall’inizio della crisi viene stimata tra 1,8 e oltre 2 miliardi di euro, considerando i diversi decreti approvati, gli interventi a favore delle categorie produttive e le misure temporanee sulle accise.

Le risorse sono state reperite attraverso diversi canali, tra cui maggiori entrate Iva, fondi già disponibili nel bilancio pubblico, proventi derivanti da sanzioni e riduzioni di altre spese. Il progressivo esaurimento delle coperture ha reso più complessa ogni nuova proroga.

L’Italia deve inoltre rispettare gli obiettivi di finanza pubblica concordati in ambito europeo. Il margine per finanziare interventi generalizzati resta quindi limitato, soprattutto in presenza di un debito pubblico elevato e di una crescita economica debole.

Gli altri provvedimenti approvati dal Consiglio dei ministri

La riunione del governo non si è occupata soltanto dei carburanti. Il Consiglio dei ministri ha autorizzato nuove assunzioni a tempo indeterminato nel settore scolastico per il prossimo anno.

Il piano prevede l’ingresso di 46.642 docenti, tra cui 10.810 insegnanti di sostegno. Sono previste inoltre assunzioni per dirigenti scolastici, personale educativo, insegnanti di religione e personale amministrativo, tecnico e ausiliario.

Il governo ha anche rafforzato gli interventi destinati ai Campi Flegrei, stanziando 100 milioni di euro per sostenere le famiglie interessate e finanziare la messa in sicurezza degli edifici nelle aree coinvolte dai fenomeni bradisismici.

Tra gli altri provvedimenti figurano l’esame preliminare della riforma della Corte dei conti e della responsabilità per danno erariale e un nuovo decreto sulla Pubblica amministrazione. Quest’ultimo prevede, tra le altre misure, l’assunzione straordinaria di 500 agenti e assistenti della Polizia di Stato a partire dal dicembre 2026.

La sfida dei prezzi durante l’esodo estivo

La proroga fino al 25 agosto consentirà di mantenere lo sconto durante le settimane centrali delle vacanze estive, quando la domanda di carburante tende ad aumentare. L’efficacia dell’intervento dipenderà però dall’evoluzione dei mercati internazionali.

Se il prezzo del petrolio e dei raffinati dovesse continuare a crescere, il beneficio fiscale potrebbe essere nuovamente assorbito. Al contrario, una stabilizzazione delle quotazioni permetterebbe agli automobilisti di percepire in modo più evidente la riduzione delle accise.

Il governo dovrà inoltre decidere che cosa accadrà dopo il 25 agosto. Il ritorno delle accise mobili offre uno strumento per proseguire gli interventi senza ricorrere interamente a nuove coperture, ma il suo impatto dipenderà dall’entità dell’extragettito Iva effettivamente disponibile.

La proroga approvata dal Consiglio dei ministri evita quindi un aumento immediato delle imposte sul gasolio, ma non risolve in modo definitivo il problema del caro carburanti. Le prossime settimane saranno decisive per valutare l’andamento dei prezzi, l’effettiva applicazione dello sconto alla pompa e la sostenibilità di nuovi interventi dopo la fine di agosto.

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