Bombardieri apre il congresso Uil e chiede di ridurre l’orario di lavoro a parità di salario per redistribuire i profitti dell’intelligenza artificiale

A Padova si apre la tre giorni del XIX Congresso nazionale del sindacato, con l’intelligenza artificiale al centro del dibattito e l’attesa per l’intervento della premier Giorgia Meloni

Un «sindacato riformista» che rivendica con fermezza la redistribuzione della ricchezza prodotta dall’intelligenza artificiale: è questo il messaggio con cui Pierpaolo Bombardieri ha aperto oggi a Padova il XIX Congresso nazionale della Uil, davanti a una platea di circa tremila delegati e con la premier Giorgia Meloni attesa nel pomeriggio. «Se le macchine producono di più, i lavoratori devono lavorare meno e vivere meglio»: con questa frase, destinata a diventare il manifesto del congresso, il segretario generale ha chiarito fin dalle prime battute quale sarà l’asse portante del suo intervento e, probabilmente, del prossimo mandato alla guida del sindacato di via Lucullo.

Il tema dei temi: come cambia la produttività, come si redistribuisce

Il congresso di Padova, che si svolge dal 2 al 4 luglio presso la Fiera della città veneta, porta un titolo che è già un programma: «Lavoro futuro, impegno presente. Innovazione, persone e diritti nell’era dell’Ia». Non è un caso che Bombardieri abbia scelto di costruire attorno all’intelligenza artificiale l’intero impianto della sua relazione introduttiva. Da mesi il leader sindacale ripete che il tema non può più essere considerato marginale: «Il sindacato deve essere attore e protagonista in questa rivoluzione», ha ribadito nei giorni precedenti l’apertura dei lavori.

Il ragionamento di Bombardieri parte da una domanda semplice quanto dirimente: «Quando, grazie all’Ai, aumenterà la produttività, chi ne trarrà benefici?». È il nodo attorno a cui ruota tutta la strategia rivendicativa della Uil per i prossimi anni. Il rischio, secondo il segretario generale, è che l’automazione e i sistemi di intelligenza artificiale finiscano per produrre un effetto già visto in altre fasi di trasformazione tecnologica: profitti concentrati nelle mani delle imprese, salari fermi, occupazione in contrazione e una crescita ulteriore delle disuguaglianze. Uno scenario che il sindacato guidato da Bombardieri intende scongiurare per tempo, prima che la trasformazione digitale del lavoro diventi irreversibile.

La proposta: meno ore di lavoro, stesso stipendio

La ricetta indicata da Bombardieri è netta e si riassume in una formula destinata a far discutere anche fuori dal perimetro sindacale: «Ridurre l’orario a parità di trattamento economico resta il nostro obiettivo prioritario». In altre parole, la Uil chiede che gli aumenti di produttività generati dall’introduzione dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi si traducano in una riduzione dell’orario di lavoro, senza che questo comporti alcuna decurtazione dello stipendio.

Non si tratta di una posizione estemporanea. Il tema, spiegano dal sindacato, sarà oggetto di un documento tecnico-scientifico elaborato da un comitato dedicato, da presentare al governo e alla controparte datoriale. L’obiettivo dichiarato è arrivare a una contrattazione collettiva capace di regolamentare l’uso dell’intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro, evitando che diventi «uno strumento per ridurre diritti e tutele», come lo stesso Bombardieri ha avuto modo di precisare alla vigilia del congresso.

Il sindacato punta inoltre a un accordo unitario con Cgil e Cisl, le altre due maggiori confederazioni, per presentarsi compatte davanti a governo e imprese. Un’intesa che, secondo Bombardieri, «prova a riscrivere le relazioni industriali del Paese» e che tocca almeno tre grandi capitoli: la contrattazione, la formazione professionale e la sicurezza sul lavoro, ambito nel quale — sottolinea il leader Uil — la stessa intelligenza artificiale potrebbe paradossalmente offrire strumenti utili, ad esempio nella prevenzione degli infortuni.

Un’intelligenza artificiale da governare, non da subire

Nel discorso di apertura, Bombardieri ha insistito sulla necessità che il sindacato non si limiti a inseguire i cambiamenti imposti dalla tecnologia, ma provi a orientarli. «L’intelligenza artificiale può migliorare sicurezza e condizioni di lavoro», ha osservato, ma solo a condizione che la sua introduzione nelle aziende avvenga dentro un quadro di regole condivise, e non come processo calato dall’alto senza alcun confronto con i lavoratori. È un approccio che il segretario generale definisce «riformista»: né chiusura ideologica alla trasformazione tecnologica, né accettazione passiva delle sue conseguenze sociali.

La platea del congresso, circa tremila delegati e oltre mille invitati, testimonia la dimensione che la Uil vuole dare a questo appuntamento. Tra gli ospiti figurano la ministra del Lavoro Marina Calderone, la segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola, il segretario generale della Cgil Maurizio Landini e il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani. Un parterre che riflette la volontà della Uil di collocare il congresso di Padova al centro del dibattito politico-sindacale nazionale, in un momento in cui i rapporti tra le tre confederazioni non sono sempre stati lineari.

L’attesa per Meloni e la distanza dalla linea Landini

Uno degli elementi che ha maggiormente caratterizzato la vigilia del congresso è la presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il cui intervento è in programma nel pomeriggio, subito dopo la relazione introduttiva di Bombardieri. Una scelta che segna una differenza di approccio rispetto alla Cgil di Landini, da tempo collocata su posizioni di opposizione netta al governo, mentre la Uil — come già la Cisl — ha scelto la strada del confronto diretto con l’esecutivo.

Dalla premier, ha spiegato Bombardieri nei giorni scorsi, la Uil si aspetta «la continuazione del confronto» su alcuni temi ritenuti prioritari: il recupero del potere d’acquisto dei salari, la lotta ai contratti pirata e la definizione di un «salario giusto». Il sindacato rivendica di aver già ottenuto risultati concreti, citando il cosiddetto decreto primo maggio, di recente convertito in legge, che avrebbe recepito alcune delle proposte avanzate dalla Uil in materia di contratti collettivi applicati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.

Non mancano, tuttavia, i nodi ancora da sciogliere. La trattativa tra sindacati e associazioni datoriali per un’intesa generale su contratti, salari e criteri di rappresentanza resta aperta, e le stesse organizzazioni imprenditoriali — da Confindustria a Confcommercio, fino alle realtà dell’artigianato e della cooperazione — non hanno ancora fornito una risposta unitaria al documento presentato da Cgil, Cisl e Uil lo scorso 17 giugno.

Verso la riconferma alla guida del sindacato

Il congresso di Padova rappresenta anche il momento in cui la Uil è chiamata a eleggere la propria nuova guida. Bombardieri, unico candidato alla segreteria generale, va verso una riconferma pressoché scontata per i prossimi quattro anni. Il leader sindacale, alla guida della Uil dal luglio 2020 dopo l’uscita di Carmelo Barbagallo e già riconfermato all’unanimità nel 2022, ha più volte ribadito di non avere ambizioni parlamentari né aspirazioni a incarichi di governo: «Se la nostra gente valuterà che sono in grado di guidare questa organizzazione, io mi ricandido a fare il lavoro più bello del mondo».

Tra gli obiettivi dichiarati per il nuovo mandato, Bombardieri ha indicato quello di fare della Uil «il primo sindacato in questo Paese», puntando su autonomia e pluralismo. Un posizionamento che il segretario generale rivendica come distintivo rispetto sia alle logiche di schieramento politico sia a un’ipotesi di sindacato unico: «Non accetteremo mai il sindacato unico né due sindacati rappresentanti delle correnti politiche. Noi siamo diversi».

Non solo economia: la campagna contro il femminicidio

Il congresso non si esaurisce nei temi economici e contrattuali. Nella giornata di sabato è prevista la testimonianza di Gino Cecchettin, padre di Giulia, uccisa nel novembre 2023 dall’ex fidanzato, in occasione del lancio di una campagna sindacale contro il femminicidio. «Lanceremo una campagna contro il femminicidio, con buona pace di chi dice che gli omicidi sono tutti uguali», ha anticipato Bombardieri, in quella che è apparsa anche come una frecciata indirizzata al leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, e alle sue posizioni sul tema.

Il segretario generale ha inoltre affrontato un altro dossier caldo dell’agenda infrastrutturale del Paese, quello del Ponte sullo Stretto di Messina, esprimendo una posizione favorevole ma condizionata: «Siamo favorevoli al Ponte, però occorre una riflessione sulle autostrade, i treni e le altre infrastrutture», ha spiegato, sottolineando come l’investimento debba inserirsi in un contesto sociale che non trascuri ospedali, strade e collegamenti ferroviari, soprattutto nel Mezzogiorno.

Un sindacato che cerca un ruolo autonomo

Al netto delle singole rivendicazioni, il congresso di Padova segna un passaggio politico significativo per la geografia sindacale italiana. Mentre la Cgil di Landini mantiene una postura di opposizione dura nei confronti dell’esecutivo, e la Cisl ha scelto una linea di collaborazione istituzionale, la Uil di Bombardieri prova a ritagliarsi uno spazio proprio, fatto di dialogo selettivo con il governo su singoli dossier — dai salari alla lotta ai contratti pirata — ma senza rinunciare a una postura critica quando i risultati, secondo il sindacato, non arrivano.

È in questa cornice che va letta anche la scelta di mettere l’intelligenza artificiale al centro dell’intero impianto congressuale: non un tema tecnico riservato agli addetti ai lavori, ma una questione che la Uil considera decisiva per il futuro del lavoro, dei salari e della coesione sociale del Paese. La richiesta di ridurre l’orario a parità di salario, in questo senso, non è soltanto una rivendicazione contrattuale, ma un tentativo di fissare fin da ora i termini di una battaglia che, secondo Bombardieri, si giocherà nei prossimi anni tra macchine, produttività e distribuzione della ricchezza.