Bimbo di tre mesi muore travolto da un trattore guidato dallo zio a Saint-Pierre, in Valle d’Aosta

La tragedia in un’azienda agricola di famiglia: il piccolo era in passeggino, inutili i soccorsi. La Procura apre un’indagine

Un bambino di appena tre mesi è morto mercoledì 17 settembre a Saint-Pierre, in Valle d’Aosta, dopo essere stato travolto da un trattore guidato dallo zio. La tragedia è avvenuta nel cortile dell’azienda agricola di famiglia, dove il mezzo agricolo stava effettuando una manovra in retromarcia. Il piccolo si trovava in passeggino. L’intervento dei soccorsi è stato immediato, ma le ferite riportate erano troppo gravi. Il decesso è avvenuto poche ore dopo all’ospedale di Aosta.

Una tragedia familiare in un contesto rurale

Il dramma si è consumato nel primo pomeriggio, in un’area privata dell’azienda agricola “Château Feuillet”, situata nel comune di Saint-Pierre, in Valle d’Aosta. A quanto ricostruito, il bambino era stato lasciato per qualche istante nel passeggino all’interno del cortile, mentre lo zio – un familiare adulto, coinvolto nelle attività dell’azienda – stava effettuando una manovra con un trattore agricolo.

Secondo una prima ricostruzione dei Carabinieri, intervenuti per i rilievi, il mezzo si stava muovendo in retromarcia, quando ha urtato il passeggino, travolgendo il piccolo. A causare l’incidente potrebbe essere stato un “cono d’ombra” visivo, ovvero un angolo cieco non coperto dai retrovisori del mezzo.

Il trattore e l’intera area dell’incidente sono stati posti sotto sequestro per consentire i rilievi tecnici. La Procura di Aosta ha aperto un fascicolo d’indagine, al momento senza ipotesi di reato formalizzate né iscrizioni nel registro degli indagati. Si attendono gli esiti degli accertamenti per valutare eventuali responsabilità.

I soccorsi: lotta contro il tempo

Dopo l’impatto, i familiari hanno lanciato immediatamente l’allarme. Sul posto sono arrivati i sanitari del 118 e un’ambulanza medicalizzata. Il piccolo è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Umberto Parini di Aosta, dove i medici hanno tentato ogni manovra per salvargli la vita. Nonostante gli sforzi, il bambino è morto in serata per le gravi lesioni riportate, compatibili con un forte schiacciamento toracico.

Il decesso è stato comunicato anche alla Procura, che ha disposto l’autopsia, affidata ai medici legali dell’ospedale regionale.

Un’intera comunità sotto shock

Il bambino era nipote di Andrea Barmaz, sindaco di Saint-Pierre. La notizia ha scosso profondamente la piccola comunità valdostana, dove la famiglia è conosciuta sia per l’attività agricola sia per l’impegno istituzionale. Il primo cittadino, raggiunto dalla notizia mentre si trovava fuori per impegni istituzionali, si è immediatamente recato al fianco della famiglia.

Il Comune ha espresso il proprio cordoglio con una nota ufficiale: «In un momento di profondo dolore, l’intera comunità si stringe attorno alla famiglia colpita da un lutto così drammatico».

Molti abitanti del paese si sono recati spontaneamente presso la casa della famiglia per offrire sostegno e solidarietà. È stata annullata una manifestazione locale prevista per il fine settimana.

Le indagini in corso

Gli inquirenti stanno acquisendo tutte le testimonianze dei presenti e analizzando i filmati delle videocamere di sorveglianza, se presenti, nell’area agricola. Sarà fondamentale accertare:

  • La visibilità del conducente al momento della manovra

  • L’esatta posizione del passeggino

  • La velocità del mezzo

  • La presenza di dispositivi di sicurezza, come sensori o telecamere posteriori

  • La formazione e l’eventuale abilitazione del conducente alla guida di trattori agricoli

Non si esclude che possano emergere profili di colpa, anche colposa, legati alla negligenza o imprudenza nella manovra in un contesto dove erano presenti bambini.

I precedenti e il problema della sicurezza in ambito agricolo

Quello di Saint-Pierre non è un caso isolato. Ogni anno in Italia si verificano decine di incidenti legati all’uso di trattori e mezzi agricoli, spesso in ambiti familiari o semi-professionali. Secondo i dati più recenti dell’INAIL, il settore agricolo è tra i più a rischio per infortuni gravi e mortali, soprattutto quando le norme di sicurezza non vengono rispettate o sottovalutate.

Particolarmente critico è l’uso dei mezzi pesanti in aree promiscue, dove circolano anche persone, bambini o animali. La presenza di angoli ciechi, la mancanza di sensori o telecamere posteriori, così come la frequente sottovalutazione dei rischi, contribuiscono a creare un ambiente potenzialmente pericoloso.

In molti casi, le attività agricole a conduzione familiare non rispettano le stesse stringenti normative previste per le aziende strutturate, e questo rende più difficile prevenire tragedie simili.

Una tragedia che solleva domande

La morte del bambino a Saint-Pierre solleva interrogativi importanti sull’adeguatezza delle misure di sicurezza nei contesti rurali, anche in ambito domestico. L’uso di trattori e altri mezzi agricoli in presenza di minori dovrebbe essere sempre regolato da criteri di massima prudenza.

La Procura cercherà ora di chiarire se si sia trattato di una tragica fatalità o di un errore evitabile, e se vi siano gli estremi per configurare responsabilità penali o civili.

Nel frattempo, la comunità si stringe attorno alla famiglia distrutta da un evento che ha segnato profondamente l’intero paese.