Descritta come la più massiccia offensiva aerea dall’inizio del conflitto, l’ondata di 537 missili e droni ha sferzato Kiev e diverse regioni ucraine.
Nella notte tra il 28 e il 29 giugno, la Federazione Russa ha lanciato un’offensiva senza precedenti contro l’Ucraina, impiegando 537 tra missili e droni su obiettivi civili e militari, segnando un nuovo record di escalation e mettendo a dura prova le difese aeree di Kiev.
Composizione dell’attacco
Secondo il Comando dell’Aviazione ucraina, l’offensiva ha utilizzato mezzi di vario tipo, capaci di colpire a lunga distanza e di sfuggire ai radar:
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477 droni d’attacco (di cui oltre 250 modelli “Shahed”), lanciati da più direzioni lungo il confine settentrionale e meridionale.
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4 missili ipersonici Kh-47M2 “Kinzhal”, in grado di raggiungere velocità superiori a Mach 10.
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7 missili balistici Iskander-M/KN-23, con un raggio d’azione fino a 500 km.
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41 missili da crociera Kh-101/Iskander-K, progettati per penetrare le difese aeree avversarie.
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5 missili da crociera “Kalibr”, lanciati dalle navi della flotta russa del Mar Nero.
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3 missili S-300, impiegati in funzioni offensive anziché difensive.
Obiettivi e aree colpite
L’ondata di droni e missili ha raggiunto zone strategiche e popolose in tutto il Paese, con impatti registrati in:
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Regione di Kiev: numerose esplosioni nella capitale e nei sobborghi, con blackout localizzati e allarmi antiaerei prolungati.
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Regione di Leopoli: caduta di ordigni nelle periferie, interruzioni di corrente e danni a impianti industriali.
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Lviv e Drohobych: incendio di vaste dimensioni in un deposito logistico, seguito da pesanti disagi per la popolazione civile.
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Poltava e Mykolaiv: distruzione di infrastrutture energetiche, con interruzioni nei trasporti ferroviari e stradali.
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Cherkasy e Kherson: almeno un civile deceduto e diverse persone ferite, tra cui un minore, durante lo sgancio indiscriminato dei droni.
Danni, vittime e perdite militari
L’attacco ha registrato conseguenze sia sul fronte civile sia su quello militare:
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Vittime civili: un uomo è rimasto ucciso nella regione di Kherson, mentre sei persone, tra cui un bambino, sono state ricoverate in gravi condizioni a Cherkasy a seguito della caduta di detriti.
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Danni alle infrastrutture: incendi e black-out hanno colpito impianti elettrici e centri abitati, complicando gli approvvigionamenti idrici e sanitari.
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Perdite aeronautiche: un pilota di F-16, impegnato nelle operazioni di interdizione, ha perso la vita durante il lancio di contromisure contro i missili in arrivo.
Efficienza della difesa aerea ucraina
Le forze di difesa nazionale sono riuscite a neutralizzare la stragrande maggioranza della minaccia:
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249 ordigni sono stati abbattuti direttamente grazie all’impiego di sistemi S-300, Buk e Patriot forniti dagli alleati occidentali.
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226 mezzi aerei sono stati probabilmente disattivati tramite contromisure elettroniche e guerra informatica, limitando l’impatto dell’attacco.
La capacità di intercettazione, tuttavia, ha mostrato fragilità in alcuni settori, con segmenti di spazio aereo lasciati temporaneamente scoperti.
Implicazioni strategiche
L’attacco record rappresenta un segnale di escalation che mira a:
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Testare nuove tecnologie: la massiccia utilizzazione di droni “Shahed” dimostra l’intento di sperimentare tattiche a basso costo e ad alto impatto psicologico.
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Mettere pressione sull’Occidente: Kiev rilancia la richiesta di sistemi di difesa aggiuntivi, in particolare batterie Patriot, per proteggere le aree urbane e industriali.
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Infliggere un colpo alla resilienza civile: centrando obiettivi retrostanti, Mosca intende logorare il morale della popolazione e interrompere la catena dei rifornimenti.
Contesto del conflitto e prospettive diplomatiche
Il conflitto, giunto al terzo anno, ha fatto registrare un’impennata nell’uso di velivoli senza pilota e missili ipersonici. Mentre il presidente Volodymyr Zelenskiy chiede sostegno sempre più avanzato alla NATO, Vladimir Putin dichiara la disponibilità a nuove trattative, ma non abbandona le azioni belliche sul terreno. L’assenza di progressi nei colloqui di pace di Istanbul evidenzia un deciso stallo diplomatico.
Reazioni internazionali
L’attacco ha suscitato immediata condanna da parte di Unione Europea e Stati Uniti, con:
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Polonia: jet da combattimento scramblati fino alle prime ore del mattino, sebbene non si siano verificate violazioni dello spazio aereo.
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NATO: rafforzamento del pattugliamento aereo lungo i confini orientali dell’Alleanza.
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Altri alleati: promesse di ulteriori forniture militari per sostenere la difesa di Kiev.
Conclusione
L’offensiva del 29 giugno segna un’ulteriore fase di radicalizzazione del conflitto russo-ucraino, tracciando un quadro di guerra sempre più tecnologica e totale. La difesa aerea ucraina, pur dimostrando resilienza, richiede nuovi rinforzi per fronteggiare minacce inedite e garantire la sicurezza delle aree densamente popolate.
