Un autista muore colpito da una pietra dopo una partita di Serie A2 a Rieti: la Procura apre un’inchiesta per omicidio volontario.
Un episodio di inaudita violenza ha scosso il mondo dello sport italiano: un pullman che trasportava i tifosi del Pistoia Basket è stato assalito nella serata di domenica 19 ottobre 2025 lungo la superstrada Rieti-Terni, all’altezza dello svincolo di Contigliano. Durante l’agguato, un sasso ha infranto il parabrezza del mezzo, colpendo in pieno volto uno dei due autisti, Raffaele Marianella, 65 anni, originario di Roma e residente a Firenze. L’uomo è morto sul colpo. La Procura di Rieti ha aperto un’inchiesta con l’ipotesi di omicidio volontario.
Una trasferta finita in tragedia
La squadra toscana aveva appena concluso la partita di Serie A2 contro la Sebastiani Rieti. I tifosi del Pistoia, una quarantina circa, erano a bordo del pullman per rientrare in Toscana. Poco dopo la partenza, quando la scorta delle forze dell’ordine si era già ritirata, il mezzo è stato colpito da un lancio di pietre proveniente da un gruppo di persone appostate ai margini della carreggiata.
Secondo le prime ricostruzioni, almeno un grosso mattone o una pietra di grandi dimensioni ha centrato il parabrezza, sfondandolo e colpendo Marianella, seduto accanto al collega che stava guidando. L’autista ha perso conoscenza immediatamente. Inutili i tentativi di soccorso: i sanitari del 118 intervenuti sul posto hanno potuto soltanto constatarne il decesso.
Le indagini della Procura
Il fascicolo aperto dalla Procura di Rieti ipotizza il reato di omicidio volontario, con l’aggravante dei futili motivi. Gli investigatori della Digos e della Squadra Mobile stanno analizzando i filmati delle telecamere di sorveglianza lungo la superstrada e ascoltando testimoni per identificare i responsabili.
Gli inquirenti ritengono che gli aggressori possano appartenere alla tifoseria organizzata della Sebastiani Rieti. Alcuni tifosi locali sono stati già sentiti, ma al momento non risultano fermi. Si indaga anche sulla possibile premeditazione: la zona dell’assalto, infatti, non era visibile dalla sede stradale principale e potrebbe essere stata scelta appositamente per colpire il pullman in transito dopo la partita.
Lo sdegno del mondo sportivo e politico
La notizia ha provocato sgomento e condanna unanime. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato di “atto di violenza folle e inaccettabile”, esprimendo vicinanza alla famiglia della vittima e assicurando che “i responsabili saranno individuati e puniti”.
Anche il ministro per lo Sport Andrea Abodi ha definito l’agguato “un gesto inconcepibile, lontano anni luce dai valori dello sport”, invitando a una riflessione profonda sulla violenza che continua a colpire gli eventi sportivi italiani.
La società Pistoia Basket 2000 ha espresso “dolore e incredulità” per quanto accaduto, sottolineando che “nessuna passione sportiva può giustificare la perdita di una vita umana”. La Sebastiani Rieti, da parte sua, ha dichiarato il silenzio stampa in segno di rispetto per la vittima e la sua famiglia.
Il profilo della vittima
Raffaele Marianella era un autista esperto, conosciuto per la sua professionalità e disponibilità. Lavorava da tempo nel settore del trasporto passeggeri e da alcuni mesi collaborava con la ditta incaricata dei viaggi del Pistoia Basket. Lascia la moglie e due figli.

I colleghi lo ricordano come una persona serena, “sempre pronta a partire e con la battuta pronta”. Per la città di Pistoia e per la tifoseria, la sua morte rappresenta un trauma profondo: molti tifosi hanno organizzato una fiaccolata di silenzio davanti al palazzetto, con sciarpe e candele in segno di rispetto.
La violenza sportiva che torna a colpire
L’agguato riaccende il dibattito sulla sicurezza nelle trasferte sportive e sul controllo delle tifoserie organizzate. Sebbene la pallacanestro sia sempre stata considerata uno sport “tranquillo”, l’episodio dimostra che anche in contesti meno mediatici la violenza può esplodere con conseguenze tragiche.
Le forze dell’ordine stanno rivalutando i protocolli di scorta per le squadre e i tifosi ospiti. L’obiettivo è evitare che mezzi non accompagnati restino vulnerabili in tratti di strada isolati, dove la presenza di gruppi ostili può tradursi in un pericolo reale.
Tra le ipotesi allo studio vi è la creazione di corridoi protetti e il rafforzamento dei controlli lungo le vie di rientro delle tifoserie, anche per eventi di categoria inferiore.
Il precedente e la lezione da imparare
Negli ultimi anni, casi di aggressioni a pullman sportivi erano diminuiti grazie a misure di sicurezza più rigide e a un dialogo costante tra le tifoserie e le forze dell’ordine. Tuttavia, la tragedia di Rieti mostra come l’odio e la rivalità possano ancora degenerare.
L’episodio richiama alla memoria le violenze che hanno segnato il calcio italiano negli anni Ottanta e Novanta, ma assume un significato diverso: non si tratta di una rissa o di scontri tra tifosi, bensì di un attacco deliberato a un mezzo in movimento, con esiti letali.
Verso una risposta istituzionale
Il governo e la Federazione Italiana Pallacanestro stanno lavorando a un piano straordinario per garantire la sicurezza dei trasporti sportivi. Si discute dell’introduzione di sanzioni più severe per chi organizza o partecipa ad aggressioni di questo tipo, e di un registro nazionale dei tifosi violenti.
Nel frattempo, il presidente della Lega Nazionale Pallacanestro ha espresso “profondo dolore e rabbia”, ricordando che “una partita non può trasformarsi in un lutto nazionale”. Tutte le gare del prossimo turno osserveranno un minuto di silenzio in memoria di Raffaele Marianella.
Conclusione
L’assalto al pullman del Pistoia Basket non è soltanto una tragedia sportiva, ma un colpo al cuore della convivenza civile. La morte di un uomo che faceva semplicemente il suo lavoro rappresenta l’estremo confine della violenza legata al tifo. Le indagini chiariranno le responsabilità, ma resta l’urgenza di ricostruire un senso di rispetto e sicurezza che lo sport non può permettersi di perdere.
