Scomparsa a 76 anni dopo una lunga battaglia contro un tumore al pancreas, lascia un vuoto enorme nel mondo dello spettacolo. Da “Pronto, chi gioca?” a “Non è la Rai”, la sua carriera ha segnato generazioni di telespettatori.
È morta oggi, giovedì 12 marzo 2026, Enrica Bonaccorti. Aveva 76 anni. La conduttrice televisiva e radiofonica, attrice, paroliera e autrice, si è spenta nella sua Roma dopo mesi di battaglia contro un tumore al pancreas, diagnosticato nell’estate del 2025. Con lei se ne va uno dei volti più amati e riconoscibili della televisione italiana, una figura capace di attraversare decenni di intrattenimento mantenendo sempre uno stile inconfondibile, fatto di misura, intelligenza e ironia.
Una vita nell’arte, prima ancora che nella televisione
Nata a Savona il 18 novembre 1949, Enrica Bonaccorti trascorse l’adolescenza in diverse città italiane — tra cui Genova e Sassari — a causa dei frequenti spostamenti del padre Ettore, ufficiale di polizia ed ex partigiano. Fu proprio Sassari a lasciarle un segno profondo: in interviste successive ne parlò sempre come di un luogo caro, legato ai ricordi della giovinezza.
Alla fine degli anni Sessanta, stabilitasi a Roma, si avvicinò al mondo dello spettacolo attraverso il teatro. La svolta decisiva arrivò quando venne scelta per la compagnia di Domenico Modugno e Paola Quattrini, con cui prese parte allo spettacolo Mi è cascata una ragazza nel piatto. In quel periodo affinò anche le sue doti di autrice, cimentandosi nella scrittura di testi per canzoni. Alcune di queste composizioni sarebbero diventate brani indimenticabili: per Modugno scrisse Amara terra mia e il celeberrimo La lontananza, pagine importanti della canzone popolare italiana.
La sua formazione artistica fu dunque multiforme fin dall’inizio: teatro, cinema, scrittura. Nel 1969 apparve nel film di Giuseppe Patroni Griffi Metti, una sera a cena, e l’anno seguente in Belle d’amore di Fabio De Agostini. In quello stesso periodo lavorò anche in radio, partecipando al programma L’uomo della notte accanto al poeta Alfonso Gatto — una collaborazione che testimonia la profondità culturale del suo percorso, ben al di là del semplice intrattenimento televisivo.
Il grande salto in televisione
L’esordio televisivo arrivò nel 1978, quando la Rai le affidò la conduzione de Il sesso forte, un gioco a premi che seppe intercettare con intelligenza il clima di trasformazione del Paese. Ma fu negli anni Ottanta che Bonaccorti raggiunse la vera consacrazione. Con Italia sera, il preserale di Rai 1 che mescolava informazione, costume e attualità, divenne un volto familiare per milioni di italiani. Accanto a giornalisti come Mino Damato e Piero Badaloni, portò in video uno stile diretto e naturale che la rese immediatamente popolare.
Dal 1985 al 1987 condusse Pronto, chi gioca?, raccogliendo il testimone da Raffaella Carrà in uno dei programmi più seguiti del palinsesto Rai. La scommessa era ardita, ma Bonaccorti la vinse con autorevolezza: quell’esperienza le valse un Telegatto nel 1987 come personaggio femminile dell’anno e l’Oscar TV, due riconoscimenti che certificavano il suo status di protagonista assoluta della televisione italiana.
È però in quella stessa stagione televisiva che si consumò un episodio rimasto nella storia della tv italiana: la cosiddetta “truffa del Cruciverbone”. Durante una puntata del programma, una concorrente di nome Maria Grazia pronunciò la risposta esatta — la parola Eternit — ancora prima che la conduttrice leggesse la domanda. La reazione di Bonaccorti fu immediata e fuori copione, sfoderate in diretta davanti a tutta Italia con una franchezza che la rese ancora più umana agli occhi del pubblico. Ne seguì una denuncia, un processo e un’assoluzione per insufficienza di prove. I vertici Fininvest la rimproverarono non per la squalifica della concorrente, ma per i modi spicci usati in diretta. Lei, anni dopo, avrebbe ricordato quell’episodio con la stessa ironia con cui aveva vissuto tutta la sua carriera.
Il passaggio a Fininvest e “Non è la Rai”
Dopo il grande successo in Rai, Enrica Bonaccorti passò alla Fininvest (oggi Mediaset), dove condusse una serie di trasmissioni che ne confermarono la versatilità: La giostra, Ciao Enrica, il gioco a premi Cari genitori e vari programmi domenicali. Ma fu nel 1991 che arrivò il momento forse più iconico della sua carriera: la conduzione della prima edizione di Non è la Rai, il varietà ideato da Gianni Boncompagni che sarebbe diventato uno dei programmi più amati della storia televisiva italiana, incubatore di talenti e fenomeno di costume senza precedenti.
Nel corso degli anni Novanta e nei primi anni Duemila, Bonaccorti continuò ad abitare con naturalezza gli schermi italiani, spostandosi con disinvoltura tra diversi format e reti. Nel 1999 tornò in Rai per affiancare Massimo Giletti ne I fatti vostri, e dal 2000 al 2006 fu presenza fissa di Buona Domenica condotta da Maurizio Costanzo. Partecipò anche a numerosi programmi come opinionista, dimostrandosi sempre capace di dire la sua con puntualità e personalità.
Nel 2019, il suo percorso approdò infine a Sky Italia, con la conduzione di Ho qualcosa da dirti, trasmesso su TV8 nel tardo pomeriggio: un programma dedicato alle storie delle persone, che rispecchiava la sua predilezione per la profondità umana dei racconti.
La scrittrice: tra narrativa e impegno civile
Meno nota al grande pubblico, ma altrettanto significativa, fu la carriera letteraria di Enrica Bonaccorti. Autrice di diversi libri pubblicati con editori di rilievo, tra i suoi titoli si annoverano La pecora rossa (Marsilio, 2007), L’uomo immobile (Marsilio, 2010), Il condominio (Baldini+Castoldi, 2019) e Condominio addio! (Baldini+Castoldi, 2022). Una produzione che conferma la sua natura di intellettuale poliedrica, capace di andare ben oltre i confini del mezzo televisivo.
Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti: oltre ai già citati Telegatto e Oscar TV, nel 2019 ottenne il Premio città di Angri alla carriera, nel 2024 il Premio Elena Marinucci ritirato in Senato, e nel 2025 il Premio Antenna d’oro per la TV, consegnato in Campidoglio.

La malattia: un percorso condiviso con il pubblico
Nel settembre 2023 Bonaccorti aveva già vissuto un primo grave momento di salute, quando era stata costretta a sottoporsi a un intervento di cardiochirurgia a cuore aperto con l’inserimento di quattro bypass. In quell’occasione, come sarebbe accaduto in seguito, aveva scelto di condividere l’esperienza con il suo pubblico, raccomandando di non trascurare i controlli medici.
La diagnosi di tumore al pancreas arrivò nell’estate del 2025, comunicata inizialmente con un lungo silenzio. Poi, dopo settimane di ritiro dalla scena pubblica, decise di rompere il riserbo con un messaggio pubblicato sui social che colpì profondamente i suoi follower. Citando l’esempio di Eleonora Giorgi — l’attrice scomparsa per lo stesso male un anno prima — scrisse di essersi nascosta anche agli amici più cari, come se tacere potesse far scomparire la malattia. E poi, con la sua consueta lucidità: “Sono all’inizio, ora che sono riuscita a dirvelo mi sento già più forte.”
Nei mesi successivi fu sottoposta a cicli di chemioterapia, con la speranza di potersi operare. Tornò anche in televisione per testimoniare la sua battaglia e sensibilizzare l’opinione pubblica sul tumore al pancreas. Ma i trattamenti non portarono ai risultati sperati e la sua condizione rimase difficile. La figlia Verdiana non l’ha mai lasciata fino all’ultimo, e le ultime ore di vita sono trascorse circondata dai suoi affetti nella sua Roma.
A dare per prima la notizia della scomparsa fu Eleonora Daniele, in diretta su Rai 1 durante Storie Italiane. Poco dopo, il direttore del Tg5 Clemente Mimun la confermò su X. Dal mondo dello spettacolo arrivarono immediatamente i messaggi di cordoglio: tra i più toccanti quello di Mara Venier, che su Instagram scrisse: “Enrica mia, sarai sempre con me”, accompagnando le parole con una foto che le ritraeva sorridenti insieme.
Un’eredità che va oltre lo schermo
Enrica Bonaccorti lascia un’eredità che attraversa più generazioni di spettatori italiani. La sua carriera racconta, in controluce, l’evoluzione della televisione generalista italiana: dal servizio pubblico degli anni Settanta al boom dell’intrattenimento degli Ottanta, dal varietà popolare degli anni Novanta fino ai talk e alle nuove piattaforme del nuovo millennio. In ogni fase, Bonaccorti seppe rinnovarsi senza snaturarsi, portando in video una presenza autentica, mai costruita, mai banale.
Attrice, conduttrice, paroliera, scrittrice: una figura che difficilmente potrà essere racchiusa in una sola definizione. E forse è proprio questo il suo lascito più grande — l’aver dimostrato che la televisione, quando è attraversata da personalità genuine, diventa qualcosa di più di un semplice schermo.

